PERCHé è GIUSTO VOTARE IL LISTONE DELL’ULIVO

 

8 giugno 2004

 

 

 

Il declino economico e di civiltà che sta subendo il nostro Paese richiede un immediato cambio di rotta alla guida del governo e dei poteri istituzionali.

 

E’ in atto un degrado della responsabilità e della solidarietà collettiva, che è figlio di una impostazione che affonda le sue radici nel modello populista di stampo sudamericano, veicolato dal sistema massmediologico di cui l’attuale Premier italiano detiene il controllo, nel quadro del più gigantesco conflitto d’interessi che la storia delle democrazie mondiali ricordi.

 

Le elezioni europee rappresentano una duplice occasione di svolta positiva per noi tutti:

 

  1. rafforzare la presenza democratica in Europa, ricollocando l’Italia al fianco dei grandi Paesi europei, dopo la deriva filo-americana che ci ha portati ad imbottigliarci nella tragica avventura irakena in modo del tutto avulso dalle logiche della comunità europea;

 

  1. indurre alle dimissioni l’attuale governo delle destre, che si è mostrato amministrativamente inadeguato, istituzionalmente scorretto ed efficiente solo nell’approvazione di leggi sviluppate su misura degli interessi di Berlusconi e dei suoi amici finiti nei guai con la giustizia.

 

 

 

Non si tratta di esprimere uno scomposto voto di protesta contro Berlusconi.

 

Si tratta piuttosto di manifestare la volontà di un cambiamento di rotta che vada nella direzione di un’alternativa di governo credibile e seria, di matrice europea, democratica, riformista, avanzata, occidentale, anti-fascista.

 

E’ importante restituire all’Italia un gruppo dirigente che lavori per rendere l’Italia un partner europeo forte e responsabile, per risanare l’economia, favorire l’occupazione, dare impulso alla ricerca e rilanciare il “made in Italy”, che investa per migliorare i servizi di pubblica utilità (ospedali, strade, scuole …), che faccia pagare le tasse a tutti, al fine di pagarne di meno.

 

Lo sforzo unitario del Listone “Uniti per l’Ulivo” va coraggiosamente in questa direzione.

 

All’interno di essa ci sono le migliori energie in grado di rappresentare l’Italia in Europa in modo più sobrio e credibile, superando la pessima immagine che l’Italia ha dato di se in questo triennio di facezie berlusconiane.

 

In questo ambito, mi piace avanzare alcune proposte per il voto di preferenza dei lettori del sito “Guidare Italiano è un’Arte”:

 

-         nella circoscrizione elettorale Italia nord-ovest, il Listone presenta il capolista BERSANI, un uomo di grande esperienza e coerenza nei temi economici … un amico della grande industria italiana dell’automobile …

 

-         nel nord-est, è interessante la candidatura di un cattolico illuminato, anche lui esperto di questioni economiche, come Enrico LETTA …oltretutto, è un giovane dinamico, come molti dei lettori di questo sito …

 

-         nell’Italia Centrale, eviterei il voto “televisivo” alla capolista Gruber, preferendole di gran lunga la leader della nobile componente laica e repubblicana, Luciana SBARBATI … una donna grintosa, impegnata nel volontariato e nel sociale, la cui elezione è fondamentale per chi intende difendere i valori della laicità e dei diritti civili …

 

-         nell’Italia Meridionale, il voto di preferenza non presenta dubbi, essendo presente in testa di lista la mente lucida della Sinistra Democratica Italiana Massimo D’ALEMA …………. un uomo di grande carisma a cui va resa giustizia dopo l’accanimento a cui certa stampa lo ha sottoposto all’epoca del suo (brillante) governo ………….

 

 

 

-         Per l’Italia Insulare, non ho preferenze da consigliare.

 

La Lista unitaria dell’Ulivo rappresenta il primo passo nella costruzione di un “motore politico” della coalizione di centro-sinistra che si candida a sostituirsi all’attuale impresentabile governo delle destre.

 

Un “motore” che si avvarrebbe del super-carburante rappresentato dal sostegno della Confindustria di Montezemolo e dei Sindacati Confederali, il tutto con la bonaria supervisione del Presidente Ciampi.

 

Attribuire a questa Lista un consenso di popolo vicino al 32-33%, in un contesto proporzionale, quindi favorevole alla segmentazione del voto, significherebbe rafforzare tutta la coalizione, a partire dal candidato che ha maggiori chances di governare l’Italia in modo serio in futuro, cioè Romano Prodi.

 

Verrebbero infatti ridimensionate le pretese dei cespugli massimalisti e sedicenti “pacifisti” (Rifondazione, Verdi, Occhetto, PdCI), che inseguono derive protestatarie destinate a relegare la Sinistra perennemente all’opposizione.

 

Il rischio di una centralità bertinottiana, magari abbinata alla sciagurata prospettiva di sostituire la leadership di Prodi con quella di Walter Veltroni, va scongiurato ad ogni costo.

 

La logica del massimalismo sindacale, del fondamentalismo ambientalista ed anti-automobilistico, del “pacifismo” a senso unico, dell’integralismo ideologico del tipo  “senza se e senza ma …” riporterebbe indietro la storia della sinistra italiana di 30 anni.

 

Lasciando l’Italia per altri 10 anni in balia degli interessi incoffessabili di Berlusconi, Previti, Miccichè e Dell’Utri, della foga distruttiva del separatismo leghista, del autoritarismo razzista e muscolare dei fascisti di Fini, Gasparri, Storace ed Alemanno …