MADRID
1
13
marzo 2004
Commozione
e condanna, per un’azione di volgare terrorismo politico, un gesto criminale
rivoltante ... generato da menti alimentate e drogate dall’odio e dal
fondamentalismo.
Contro
questa azione di guerriglia vigliacca, che attacca la povera gente, la gente che
lavora, gli operai, le governanti, gli extracomunitari, occorre esere fermi e
non cedere di un passo … Con la dignità che sta dimostrando la Spagna,
forse più orgogliosa e matura di quanto non sarebbe lecito attendersi: 200
morti sono davvero troppi da sopportare.
Non mi sta invece piacendo la Spagna politica … stanno facendo di tutto per nascondere l’evidente natura internazionale del vile atto vandalico contro i treni regionali di Madrid …
Sullo sfondo c’è una campagna elettorale e stanno facendo di tutto per circoscrivere a questioni di regionalismo un atto terroristico che sin dalla simbolocità delle date parla chiaramente l’inquietante e delirante linguaggio di Al Queda …
Ed
anche i nostri mass-media , soggiogati da un controllo politico unilaterale, si
sono accodati in modo pedante ed irritante alla logica del depistaggio.
Perché
insistono con questa sciocchezza della responsabilità esclusiva dell’ETA.
Il
motivo è semplice ... il potere politico spagnolo, italiano, americano non
vuole ammettere di aver sbagliato tutto nella lotta al terrorismo internazionale
di matrice islamica.
Ci avevano detto che bombardando l’Afghanistan e l’Iraq si sarebbe inflitto un duro colpo alle centrali di Bin Laden …
Ci avevano detto che Saddam in galera avrebbe fiaccato queste organizzazioni criminali …
Il
risultato è sotto gli occhi di tutti … Al Queda colpisce come prima in
modo del tutto indiscriminato, in Iraq la guerra non è mai finita, e tutti noi
siamo meno sicuri di un tempo ….
E’ probabile che vi sia una correlazione tra i fini del terrorismo locale con quelli di matrice internazionale … Ma il tremendo segnale che è costato il martirio di 200 innocenti nel sud della conurbazione madrilena è chiaramente rivolto a quella parte dell’Europa e del mondo che ha scelto lo strumento della guerra preventiva … uno strumento aberrante nella logica e del tutto inutile nelle finalità … uno strumento che è la risultante di un analfabetismo politico che regna sovrana nelle amministrazioni governative dei Paesi che l’hanno promossa …
Quello
che chiediamo è altro !
Intelligenza diplomatica, innanzitutto, quindi intelligence e forti investimenti per attivare una task force che garantisca la sicurezza della gente nei luoghi collettivi: non solo gli aeroporti, ma check-point organizzati anche nelle stazioni ferroviarie, nei cinema, negli stadi, nei luoghi di convegno …
Due
parole finali sull’Italia.
E’
evidente che siamo nel mirino …oggi, il dovere del ns Paese è quello di
affrontare i rischi che, volenti o nolenti ci siamo ormai accolllati, con dignità
e coraggio.
Ritirarsi
con la coda tra le gambe dall’Iraq sarebbe un imperdonabile errore ….
Va
invece sottolineata la scellerata allegria politica di chi ci sta governando,
che ha trascinato l’Italia in questa situazione, quando mezza Europa aveva
assunto sull’Iraq una posizione più autonoma e più ragionevole.
Così come va sottolineato l’assordante silenzio dei “pacifisti” e dei no-global di queste ore …. dove sono finiti ???