VALUTAZIONI SULLO STATO 

D’AVANZAMENTO DEL MERCATO

 

19 marzo 2004

 

 

Sono in partenza per un viaggio di piacere in Madagascar e prima di assentarmi per una decina di giorni vorrei fare il punto sullo stato dell’arte del mercato italiano dell’automobile, in questo periodo in cui l’Azienda Italiana sta raccogliendo i primi frutti dell’attuazione del suo Piano Industriale.

E’ ancora presto per analizzare i dati dell’immatricolato del primo trimestre 2004 (in particolare quelli di marzo) e le mie considerazioni sono un po’ “a naso” rispetto a quello che ho potuto spannometricamente osservare sulle strade d’Italia, dopo i numerosi viaggi autostradali che ho fatto nelle ultime settimane (Roma-Milano; Roma-Bolzano; Bolzano-Bologna; Roma-Massa; Roma-Viareggio; Lamezia-Reggio Calabria).

Sono fiducioso.

 

E’ prevedibile che la nostra gamma si possa attestare intorno al 29%, nonostante lo sciopero dei bisarchisti che hanno bloccato per una settimana le movimentazioni delle nostre vetture dagli stabilimenti ai concessionari.

Ci sono due modelli le cui consegne sono iniziate in marzo che sono già apprezzabili a livello visivo: Idea Fiat e la rinnovata Fiat Stilo 5p.

Mi aspetto e mi auguro di vedere la ns Idea già su livelli d’immatricolazione analoghi alla concorrenza (Meriva e Fusion), per poi poter prevedere un bel sorpasso già per aprile.

Credo sia altrettanto prevedibile assistere ad un calo di Punto, che in una certa misura si vedrà inevitabilmente “mangiare” alcune migliaia di targhe dalla sorellona più moderna e spaziosa.

Le prime tre posizioni dovrebbero consolidare in ogni caso la leadership italiana, con Nuova Panda ed Ypsilon sempre più plebiscitate.

Nel segm C-G1, la linea Stilo dovrebbe tornare a staccare 5-6.000 targhe, mentre è prevedibile un inizio di flessione per Alfa 147 (a fine anno è previsto un interessante restyling molto atteso dagli alfisti di tutta Europa).

Nei segm D e segm E è prevedibile il consolidamento delle quote di Alfa 156 ed Alfa 166, con Thesis sempre attestata ai 300 pezzi/mese previsti dal piano produttivo.

 

Le prospettive del Gruppo italiano sono di accelerazione del rilancio.

Contrariamente a molti concorrenti, l’immatricolato delle italiane è complessivamente “pulito”, il che consente di strutturare la redditività del Gruppo secondo quanto programmato nel Piano-Morchio.

Entro pochi mesi, il portafoglio prodotti si arricchirà di 4 nuovi modelli, destinati a far recuperare all’Italia almeno 1.5 punti percentuali in quota di mercato:

  1. Nuova Fiat Multipla, con nuovo layout dell’avantreno, più adeguato agli stilemi preferiti dall’utente medio dei veicoli multispazio, conservando la genialità e l’esclusività delle soluzioni della prima serie, in particolare i 6 posti veri + bagagliaio, le ampie vetrate, la modularità degli interni, le propulsioni ecologiche e di avanguardia;

  2. Lancia Musa, splendido minispazio di alta classe che andrà a coprire un ambito di mercato sinora lasciato alla concorrenza (A-Klasse, A2, ecc.) e destinato a consolidare i clamorosi trend di crescita che già oggi il marchio Lancia sta registrando in UE;

  3. Alfa Crosswagon, anche in questo caso si tratta di una vettura aggiuntiva a completamento di una gamma italiana sempre più ricca …… è il ritorno dell’Alfa a trazione integrale, preludio delle prossime uscite delle 4*4 anche su 156 e 147;

  4. Fiat Panda Multijet e 4*4, ancora modelli aggiuntivi e di arricchimento, che potrebbero far schizzare i numeri di Panda oltre le 12.000 targhe al mese già per fine ‘04.

 

Per contro, la concorrenza appare in seria difficoltà.

Il Gruppo VW è ormai in rotta di collisione, dopo aver sbagliato tutte le mosse degli ultimi anni, da Polo e Golf V ad Audi A2 e A3, per non parlare dei fallimentari modelli in alto di gamma, quali la velleitaria Pheaton.

Il ricorso ai megasconti e alle preimmatricolazioni , con la scusa di improbabili compleanni, sono lo specchio di una crisi che sta costringendo Wolsburg a rivedere tutta la programmazione, ricorrendo massicciamente ai prepensionamenti e quindi al contributo pubblico.

Le multinazionali americane generaliste, Ford e Opel, si difendono grazie ad alcuni nuovi modelli di un certo successo (Meriva per Opel e C-Max per Ford), mentre nuvole nere si possono prevedere per Nuova Astra e Nuova Focus, il cui appeal “prudente” rischia di produrre la stessa freddezza con cui è stata accolta  Golf V.

Facile prevedere il sostegno delle posizioni di Focus nelle topten mediante la vendita in un regime di dumping sempre più estremo del vecchio modello e l’abbinamento nominalistico della berlina-SW con la versione C-Max.

Meno in affanno appaiono i francesi, che sono in grado di fare numeri interessanti grazie ai piccoli validi propulsori turbodiesel che equipaggiano le loro utilitarie.

Certo, Cliò e Twingò stentano a tenere il passo delle nostre “piccole”, e la nuova C2 si è arenata intorno alle 1500-2000 targhe-mese e la Megane riesce a far bella mostra di sé in topten solo grazie all’ “imbroglio” dell’abbinamento nominalistico con Scenic, tuttavia PSA e Renault sono in grado di imprimere un’accelerazione quando usciranno le nuove Cliò e 207, i cui disegni sembrano suggestivi.

Infine, i nippocoreani.

A parte Toyota, che sostiene le vendite della ormai vetusta Yaris praticando prezzi ’01 e pubblicizzando in modo suggestivo soluzioni ludiche come il vivavoce “di serie”, gli altri marchi appaiono in fase di ripiegamento.

La Nuova Micra è stata pressoché azzerata dopo l’uscita di Nuova Punto e Ypsilon, anche se il confronto su base mese ’03 esprime ovviamente un incremento.

La nefasta moda-Matiz si è ormai esaurita, surclassata dalla qualità della ns Panda.

La fiammata Mazda è sostanzialmente circoscritta a poche centinaia di esemplari, le compatte Getz e Kalos si stanno rivelando un fallimento, le quote Honda, Hyundai e Mitsubishi sono destinate a valori da prefisso telefonico. 

 

Insomma, lo scenario del prossimo futuro apre una prospettiva di ulteriore affermazione dei valori industriali dell’auto italiana, con interessanti presupposti in termini di risposta del mercato.

Il persistere di un supporto di resistenza riconducibile al fenomeno dell’esterofilia impedirà verosimilmente al ns Gruppo di andare oltre il 30-32% nel 2004 , oltre alla legittima risposta delle case straniere che continueranno a fare la loro legittima battaglia dei prezzi e delle Km 0.

La altissima qualità della gamma e l’arricchimento del portafoglio prodotti giustificherebbe quote ben più elevate, ma è sufficiente una situazione in cui la redditività si consolidi per riportare definitivamente in salute il comparto industriale dell’auto.