SOSTENERE FIAT PER SALVAGUARDARE L’AMBIENTE
30 settembre 2003

L'industria italiana dell'auto sta rilanciandosi soprattutto perchè è un settore sano della ns economia.
Il comparto è oggi guidato da imprenditori e manager italiani navigati e capaci, che hanno fatto tesoro di alcuni errori del passato, e che stanno vivendo responsabilmente con l'idea di dare continuità alla grande opera di Giovanni Agnelli.
Esso è anche sostenuto dall'impegno serio ed appassionato di migliaia di lavoratori italiani, tecnici, operai, colletti bianchi, ricercatori, economisti, segretarie, collaudatori, che rappresentano la grande forza propulsiva in grado di aprire una stagione di grandi soddisfazioni per l'avvenire dell'automobile italiana.
La nostra è una industria privata che sta sul mercato e che non ha bisogno di alcun aiuto pubblico per rilanciarsi, se non il sostegno che ogni Stato democratico avanzato, responsabile e civile assicura alle sue imprese più rappresentative.
Lo Stato italiano, in questo quadro, può fare molto per aiutare l'industria italiana dell'auto, in una duplice ottica di impegno per il benessere collettivo:
- sostegno dell'occupazione;
- salvaguardia ambientale.
Non servono certo finanziamenti una tantum, nè tantomeno l'ingresso di azioni di società pubbliche.
E' bene che l'industria italiana non diventi come Renault, o VW o Mercedes, dove esistono elevate quote di azionariato pubblico in seno alla SpA.
Non abbiamo bisogno d questo.
Così come non abbiamo bisogno di incentivi alla rottamazione, che è un'azione che finisce solo per favorire l'ingresso sul mercato di case che praticano il dumping.
Abbiamo invece bisogno di un impegno CONCRETO dello Stato nella direzione di creare condizioni "ambientali" favorevoli al rilancio.
Innanzitutto, mettere le reti televisive pubbliche a disposizione del "valore" dell'auto italiana, affinché possa esserne veicolata l'essenza positiva che rappresenta per tutti noi.
Parlo di cose come :
- documentari sulla storia dei ns marchi,
- spot di pubblicità progresso a favore dei valori e delle tradizioni nazionali,
- presenza in esclusiva di vetture italiane nelle fiction di produzione italiana
- collocazione oraria ottimale degli spot dei marchi nazionali
- presentazione dei nuovi modelli nei TG, ecc.
Quindi, impegno per lo sviluppo tecnologico a favore dell'ambiente.
Tutti noi sappiamo che l'Italia detiene la leadership tecnologica nel mercato delle propulsioni a metano.
Esiste una gamma italiana che non ha concorrenza:
Multipla e Punto, per le autovetture,
ma anche mezzi commerciali e autobus.
Il problema è che lo Stato non sta facendo niente per diffondere i punti di rifornimento del metano, che sono abbastanza capillari solo in Umbria, Marche e Romagna (dove infatti Multipla Bipower e Nauturalpower è vendutissima).
Questo atteggiamento è un atteggiamento irresponsabile e menefreghista, non solo per il ns ambiente, ma anche per la ns industria e per il ns lavoro.
Noi abbiamo i Sindaci delle città che sono subito
pronti a fare divieti alla circolazione e a chiudere gli accessi.
Abbiamo il Presidente della Lombardia che è subito pronto a fare lo spot pubblico a favore della concorrenza bavarese, quando cazzeggia sull'opportunità di far circolare solo vetture fuel-cell "entro 5 anni" (testuale).
Ma nessuno si rende conto che l'Italia è LEADER nella trazione a metano ....... una tecnologia matura, che riduce le emissioni di molto (specie il fatidico PM10).
Essa non decolla perché nessuno impone ai distributori di avere le pompe di metano.
Lo Stato italiano (e in particolare il Governo) non ha compreso un concetto elementare: sostenere il know-how tecnologico che sviluppa l'industria nazionale dell'auto significa sostenere la l'ambiente, l'impresa, l'occupazione, il prodotto interno lordo, gli introiti fiscali, la dignità stessa del ns Paese ...