QUELLO CHE VORREI FACESSE L’ING. DEMEL
30 ottobre 2003
Leggendo le considerazioni di alcuni utenti che personalmente stimo, mi sono reso conto che c'è un giudizio ingenerosamente severo circa la mia presunta acriticità in materia di auto italiana.
Credo che tale orientamento sia maturato semplicemente perché considero questo specifico periodo storico molto delicato ed assolutamente determinante per le prospettive della ns industria.
In quest'ottica, la mia partecipazione alla discussione è tutta fondata sull'impegno a porre l'accento sugli aspetti positivi (tralasciando quelli che potrebbero anche essere riconosciuti come negativi) che stanno caratterizzando il portafoglio prodotti della attuale gamma italiana.
Oggi, ritengo che sia prioritaria l'affermazione dei valori dell'auto italiana, il valore del Piano Morchio per il rilancio di Fiat Auto, l'evidenzazimento della crescente qualità delle ns macchine, l'esaltazione per i suoi successi sportivi.
E' in gioco il nostro futuro ... non c'è spazio per preziosismi e timidezze, specie in un ng che continua, seppur con qualche miglioramento, ad essere palesemente foreigner-friendly.
Per prima cosa, quindi, ribadisco il mio appoggio incondizionato a quanto fatto da Fiat Auto con la gestione Boschetti-Morchio ed il mio impegno a difenderne in questa sede filosofia e scelte strategiche.
Credo però che sia giusto dire che alcune correzioni potrebbero far riuscire la ciambella automobilistica italiana con un buco ancora più bello.
Ecco cosa può fare Demel, IMHO, per migliorare ancora di più il già eccezionale lavoro impostato dall'ing.Boschetti alla guida della ns Azienda dell'auto:
1. la scelta di accantonare Gingo 3 p è giusta, ciò implica però la trasformazione di Seicento in una vera entry-level da 6.000 Euro ... Fiat deve dare sempre la sensazione di essere dalla parte di chi non ha molte possibilità economiche ... ogni squattrinato ragazzo in cerca di prima occupazione deve sapere che se entra in un ns Concessionario può uscirne con la macchina nuova fiammante;
2. il restyling della Punto presenta qualche elemento stilistico dubbio ... specie la 3p è stata appesantita con rifiniture nella carrozzeria vagamente posticce ... nonostante l'assoluta eccellenza tecnologica di questo modello (che poi è quello di punta dell'intera gamma nazionale), si rischia di assistere ad un declino troppo precoce .... ecco perché Punto 3 deve assolutamente essere anticipata a inizio 2005, secondo la configurazione stilistica dei primi disegni che sembrano eccellenti;
3. Stilo è un modello indovinatissimo, il primo del nuovo corso qualitativo di Fiat Auto. Tuttavia , la gestione-Testore ha bissato l'errore della doppia configurazione 3p-5p ... con la 5p particolarmente poco espressiva rispetto alla splendida 3p.
Questo fatto ha favorito un eccesso di cannibalizzaione della riuscitissima Multiwagon rispetto alla 5p ... l'ideale sarebbe concepire una 5 porte con la carrozzeria della attuale stupenda 3p ... lasciando alla Multiwagon la funzione di soddisfare chi è in cerca di spaziosità ... ma è già importante migliorare il design della 5p, come avverrà tra poco.
4. dobbiamo credere nel marchio Lancia. Esso può esercitare una notevole attrazione anche in campo europeo, se ci crediamo tutti.
La gamma (già oggi eccellente) va quindi completata senza indugi con un IMMEDIATO restyling di Lybra (oltre che con il mini-MPV Venus) e con una prospettiva al '05 per Medea, sia 2 che 3 volumi, nonchè SW ........ in questo quadro va assolutamente mandata in linea Fulvia Coupè, in configurazione 2+2 e con meccanica Barchetta ......... si tratta di un operazione rischiosisssima, certo, ma ormai non si può tornare indietro ... altrimenti era preferibile non presentare nulla e non creare aspettative.
5. occorre non esagerare con i prezzi delle Alfa ... inseguire i tedeschi su questi aspetti sarebbe catastrofico ... giusto essere redditivi, ma è anche giusto non dare l'idea di volersi approfittare delle alte richieste di 147 e 156 per imporre prezzi da A3 ....
6. occorre infine battere assai più di quanto fatto sinora sulla ns capacità di produrre ammiraglie .... bisogna far passare l'idea che Thesis, Quattroporte e Nuova 166 , ciascuna con la sua tipicità, sono in grado di essere le vetture di alta rappresentanza della classe dirigente italiana ed europea.
Sul resto, non ho nulla da dire ... il Piano Morchio non presenta sbavature sull'intera pratica Alfa, né su quella relativa alla Nuova Multipla né sul progetto "Large" o su quelle di "500" e "Citycar".
Così come condivido appieno l'attuale marketing tendente ad abbinare alla sostanza tecnica anche un pò di fumo, per fare immagine di fronte al pubblico più "modaiolo" e a quello abituato dai tedeschi o dai giapponesi a considerare qualitativa una macchina sulla base delle plastiche "al tatto" o sulla base di finte garanzie a 3 o a 5 anni.