GIU’  LE MANI DAL MOTOCICLISMO ITALIANO

 

23 aprile ‘04

 

 

Lo strepitoso successo dei  piloti italiani nel motoGP, ed in particolare la grande sorpresa di Valentino Rossi che si è confermato vincente anche su Yamaha, è un motivo di esultanza per tutti noi.

Certo, si tratta di piloti che vincono a bordo di moto della concorrenza nipponica e questo non può che rappresentare un elemento di freno per la nostra gioia.

Il cuore di chi sostiene il motorismo nazionale, nelle gare motoGP , è infatti dalla parte della Ducati e del suo grande conduttore italiano, Loris Capirossi … è la Ducati che porta i rossi colori italiani sulle piste di tutto il mondo ed è la Ducati che va sospinta con il nostro calore ed il nostro sostegno incondizionato.

Ducati è risultata subito competitiva già all’esordio nella massima serie motociclistica e può rivestire oggi il ruolo di terzo incomodo nel duello tra Honda e Yamaha ……

Una vittoria mondiale di Capirossi e delle Rosse è l’obiettivo primario ……. Un fatto del genere avrebbe lo stesso impatto benefico per il complesso del comparto industriale delle due ruote del ns Paese e per l’intera economia italiana, che ha bisogno di essere rilanciata con i successi internazionali, in stile Ferrari, dopo i fallimenti in serie di imprenditori avventuristi e criminali, come Tanzi e Cagnotti e dopo la devastante “cura” del Governo Berlusconi.

 

Purtroppo, come nel mercato dell’auto, anche in quello motociclistico l’Italia deve fare i conti con l’esterofilia.

Troppa gente ritiene i prodotti giapponesi tecnologicamente superiori ai nostri …

Forse qualcosa del genere si può ammettere per le moto (ma neanche tanto, se si considerano gli eccellenti prodotti di Ducati, Aprilia, Cagiva, Gilera e della rilanciata MV Agusta … ), ma per il comparto più importante, quello degli scooter, l’Italia non ha certamente nulla da imparare da nessuno, né dai nippocoreani, né tanto meno dai francesi di Peugeot o dai tedeschi di Bmw.

L’Italia ha inventato lo scooter … la Lambretta Innocenti, la Vespa Piaggio … una concezione del mezzo a due ruote finalizzata alle funzioni urbane, dove la tecnologia si concentra sulla razionalizzazione delle propulsioni, sulla flessibilità del telaio, sull’organizzazione degli spazi …

Quella tradizione non è mai stata persa di vista e la gamma italiana oggi presenta i migliori scooter del mercato mondiale, Piaggio ed Aprilia, innanzitutto, con la prima che detiene il primato europeo a livello di immatricolazioni.

Prodotti come Beverly, X9, Leonardo, Atlantis , in modo differenziato ed integrato, rappresentano il top di una gamma vastissima e di altissima qualità tecnica (ruote alte, freni a disco, ottimale rapporto peso-potenza, ciclistica rigida, bassa rumorosità e  impatto ambientale, costi di esercizio minimi).

Con questa gamma, l’acquisto di uno scooter Honda o Yamaha o Kymco o Suzuki non si giustifica … è solo frutto di una ingiustificata nippomania, che ha l’unico effetto di danneggiare la ns economia.  

Eppure, il mercato italiano continua ad essere terra di conquista per gli stranieri, addirittura Honda ha realizzato alcuni stabilimenti per l’assemblaggio dei propri scooter nel cuore d’Italia ………………. un fatto grave che andava impedito in tutti i modi …….

Ci stiamo allevando in casa il concorrente più temibile ………. Lo scooter SH è incredibilmente più venduto del nostro Scarabeo o del nostro Liberty ………

Le conseguenze purtroppo già si vedono …… Aprilia inizia ad essere in grave difficoltà, attirando come avvoltoi le case straniere che vorrebbero acquisire questo nostro gioiello industriale al prezzo di un piatto di lenticchie.

Particolarmente insistente per l’acquisto di Aprilia sembra essere Bmw, l’unica grande casa che non è riuscita ad entrare nel mercato degli scooter, dopo lo sconcertante fallimento del prodotto C3 (lo scooterone con il tetto rigido…….).

Dobbiamo impedire che Aprilia finisca in mani straniere !

Fortunatamente, l’industria italiana sta reagendo.

Ducati Holding ha già fatto la sua offerta economica per l’acquisizione di Moto Guzzi, marchio lasciato un po’ al suo destino da Aprilia, allontanando lo spettro di lasciare questo storico marchio italiano nelle mani dei bavaresi o dei nippocoreani.

Nel contempo, il dr. Colannino, il ns imprenditore che ha di recente acquisito e rilanciato Piaggio-Gilera  già si è reso disponibile a dare il proprio contributo per il salvataggio di Aprilia.

Un’operazione assolutamente necessaria, semmai Aprilia non dovesse farcela con le proprie gambe ………… Colannino dovrà ripercorrere le orme degli Agnelli, quando con generosità acquisirono negli anni ’80 un’agonizzante Alfa Romeo, in nome della salvaguardia dell’identità italiana dei ns marchi …………

Ed oggi Alfa, grazie all’opera di risanamento e riqualificazione di Fiat Auto, è il fiore all’occhiello dell’industria nazionale, un marchio che il mondo intero ci invidia.

L’augurio è che anche per Aprilia ci sia un radioso futuro, tutto nell’affermazione dei valori del motociclismo italiano.