IL FENOMENO SUV
15 dicembre 2003
Vorrei proporre al ng una serena analisi del fenomeno di proliferazione sulle strade italiane dei jeepponi .
Con una premessa.
Ho letto le ampie disquisizioni tecniche sull'argomento e mi sembra che su questo versante le cose dette abbiano chiarito il quadro delle opinioni di ciascuno di noi.
Personalmente, condivido in toto le argomentazioni dell'amico Guglielmo Cancelli, che con lucidità ha spiegato l'attinenza tra un veicolo sportivo leggero (tipo tradizionale coupè) ed uno sedicente "sportivo" pesante (tipo moderno SUV) in termini di handling, consumi, sicurezza, utilità d'uso.
La mia analisi è invece di carattere sociologico-culturale.
Infatti, considero questa la variabile più rilevante che sta determinando il boom dei SUV in Italia ......................
Essa non ha la pretesa di essere esaustiva, ma solo di proporre in modo necessariamente schematico un elemento di riflessione, ponendo in evidenza alcuni aspetti che a me sembrano importanti per sondare e capire questo fenomeno.
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Domenica sera, su Sky, stavo guardando la riproposizione di una trasmissione di intrattenimento RAI degli anni '70 ("Teatro 10").
Osservavo con un senso di fascinazione il modo di stare davanti alla telecamera di personaggi come Alberto Lupo, Mina, Vittorio Gassman ......
Quello che proponevano ...... battute raffinate, movenze eleganti, uno stile complessivo "colto" e comunque rispettoso dell'intelligenza del pubblico.
Ho, parimenti, pensato alla TV d'intrattenimento di oggi, fatta di volgarità, ostentazione, sguaiatezze, allusioni banali, gigioneria spiccia ....... un circo irrispettoso della dignità umana, finalizzato ad azzerare lo spessore culturale degli italiani, svilendone la tradizione di originalità, dinamismo, classe, fantasia.
La TV di Mina e Gassman trasmetteva sobrietà e buon gusto.
La TV di Maria De Filippi, Pappalardo, Costanzo e Berlusconi trasmette, con modalità infinitamente più invasive arroganza e cinismo.
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L'osservazione attenta dell'involuzione mediatica italiana spiega bene, secondo me, il perchè oggi un italiano di 30-35-40 anni, che inizia ad entrare nell'area del benessere, oggi guida il jeeppone straniero, mentre un tempo questa tipologia di utenza preferiva il coupè italiano.
Negli anni '60-'70, in Italia, i modelli erano volti ad esaltare elementi come il dinamismo, la sportività, la passione, l'eleganza, la classe (Mina, Gassman, Mastroianni, Sofia Loren, appunto ....).
Evidenziare questi valori veniva considerato "desiderabile" e chi ne aveva le possibilità economiche lo faceva, anche guidando un auto che trasmettesse questi valori, spesso una sportiva Lancia o Alfa .
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Oggi, i riferimenti dell'italiano medio tendono a promuovere valori molto diversi ....... valori come l'avere, l'ostentazione, l'apparenza, la moda,
il cinismo, il potere, il successo ........
L'idea del successo, in particolare, ha uno dei suoi terminali più rilevanti nel'auto che si possiede (e questo vale da sempre ....).
L'italiano televisivo oggi vuole dimostrare al mondo che
lui è uno che ha "successo".
L'auto diventa quindi il veicolo per ostentare soprattutto questo elemento.
In questa linea comportamentale, ogni concetto tecnico, di convenienza, di uso razionale dell'automobile scompare.
Conta solo il fine simbolico.
E in questa linea comportamentale diventa logico rivolgersi al mezzo che soddisfa tutti i valori prevalenti che l'italiano di oggi ha assorbito dalla televisione.
Questo mezzo è il SUV.
Esso infatti soddisfa le seguenti pulsioni:
- potere, perché è alto e da una sensazione di "dominio";
- avere, perché costa e consuma moltissimo;
- cinismo ed arroganza, perché gli ingombri sono enormi e, in ambito urbano, lo spazio è un bene prezioso di cui il suvvista si impossessa;
- ostentazione del benessere, perché lascia intendere il possesso di case in montagna o di poderi il cui accesso avviene su strade sterrate;
- apparenza di sportività e dinamismo, perché il mezzo è apparentemente funzionale ad un uso avventuroso in ambienti esotici;
- esterofilia e moda, perché le Case specializzate nella costruzione di questi mezzi sono tedeschi o nippocoreani, generalmente marchi considerati "di grido" da un certo genere di utenza.
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Non si può considerare casuale l'elevata concentrazione di questi mezzi nell'area settentrionale del nostro Paese di nuovo arricchimento.
E' un'area dove ci sono province, come Belluno, Bolzano o Sondrio, dove esistono senz'altro anche motivi reali (presenza di montagne).
Ma occorre evidenziare che si tratta di aree dove l'orientamento culturale è dettato più che altrove dalle reti TV commerciali italiani di matrice "berlusconiana" e dove esiste un profilo socio-economico che rende questa parte della popolazione italiana particolarmente vulnerabile agli stimoli mediatici.
E' soprattutto in questa area del nostro Paese quindi che il SUV assume la connotazione simbolica per i valori veicolati dalla pressione mediatica.
Il fenomeno, in ogni caso, sta assumendo contorni preoccupanti (e veramente grotteschi) un po' ovunque in Italia.
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Quello del jeeppone è uno dei molti fenomeni sintomatici della degenerazione delle intelligenze in atto nel nostro Paese.
Si tratta di un mezzo del tutto inadatto all'uso che se ne fa in genere.
L'impatto in ambito urbano è devastante, per l'alta pericolosità in caso di incidente (sia per il peso enorme che per la vasta superficie frontale e laterale) , per l'elevato inquinamento e per l'altissimo ingombro.
Ma anche in ambito stradale ed autostradale si tratta di un mezzo del tutto inefficiente, presentando scarsissimi coefficienti di penetrazione aerodinamica, generando consumi elevatissimi e risultando un mezzo instabile e difficile da controllare in caso di cambio improvviso di traiettoria.
Ma , come detto, l'italiano medio, mediatizzato,
che acquista un simile mezzo ha del tutto perso il senso della misura.
Per lui conta solo il valore simbolico che tale mezzo rappresenta, a dispetto del fatto che un veicolo del genere è agli antipodi rispetto a qualsiasi fattore di ragionevolezza