LA CRISI DELL’AUTO TEDESCA

 

 

5 aprile 2004

 

 

La genesi della crisi del made in Germany si sta sviluppando con modalità evidenti e sempre più sorprendenti.

Sorprendenti soprattutto per chi ha sempre creduto più o meno ciecamente nel mito della superiorità tecnologica dei tedeschi, in campo meccanico.

Il problema dei costruttori tedeschi è stato quello di essersi adagiati su questa immagine e di aver trascurato gli elementi di valorizzazione tecnica e di evoluzione del design dei propri prodotti …

Negli ultimi 6-7 anni hanno praticato un marketing tutto orientato all’esaltazione degli elementi di cosmesi, le piccole cose che fanno effetto presso un’utenza impigrita dai luoghi comuni e dalla mitomania di matrice televisiva ……….. la ruota da 18 pollici, il cruscotto blu fluorescente, il turbonafta con lo sparo fino a 1500 giri, il marchio sempre più arrogantemente gigantesco in mezzo alla calandra, la pronuncia americaneggiante tipo TiddiAAAi o TiddiSSiAAAi, con tanto di logo con la “i” o la “d” colorata di rosso …

Il tutto venduto a prezzi che sono diventati tanto più spropositati quanto maggiore è stata la caduta della qualità tecnica.

L’esempio più lampante è quello del Gruppo VW, che vende per 25-30.000 Euro la Golf o la A3, cioè prodotti identici alle omologhe Skoda e Seat per telaio, motori, sospensioni, sterzo, trasmissione e componentistica meccanica di base.

Ora, la festa dei tedeschi è finita.

Con il loro marketing tutto moda&mito, hanno impigrito la loro clientela, che oggi è incapace di apprezzare gli sforzi sul versante, ad es, degli schemi meccanici effettuati sulle nuove Golf-A3-Octavia …

La clientela tipica delle vetture tedesche, al contrario, è sensibile a sciocchezze tipo il rivestimento del cruscotto “povero al tatto” o l’allineamento non perfetto delle plastiche o il suono “poco qualitativo” della chiusura dello sportellino del vano portaoggetti …

Il cliente medio di VW o Ford non perdona questa perdita di cura nei cosiddetti “dettagli”, che si percepisce nei nuovi prodotti, conseguenza dell’esasperato ricorso alle sinergie produttive.

Spesso decide quindi di inseguire altre mode ed altri luoghi comuni …magari la presunta “affidabilità” delle giapponesi …

Meno frequentemente, sceglie di contenere i costi per prodotti analoghi o anche migliori … ed in questo filone si stanno inserendo bene alcuni nostri prodotti ad elevato rapporto qualità-prezzo (Punto, Idea, Ypsilon, Stilo, Alfa 147 e 156, Alfa GT, Phedra-Ulysse …).

 

VW sta inanellando una serie impressionante di segni meno nelle vendite di tutta Europa, nonostante il recente lancio di prodotti popolari quali Polo, Ibiza, A3 e Golf e dell’ammiraglia di casa, la Pheaton, che si sta rivelando un assoluto fallimento …

Perdite del 10-15% anche per Ford e Opel, i cui nuovi prodotti stanno lasciando sostanzialmente freddi i mercati.

 

Andamenti negativi anche per Mercedes, la cui credibilità tecnologica sta andando in crisi, con una escalation che parte dalle gaffe sulla precaria stabilità di Smart e A-Klasse fino alla infinita serie di motori andati in pappa nella gare di F1.

L’ unica che riesce a difendere le proprie quote di mercato sembra essere BMW, i cui nuovi prodotti disegnati da Bangle stanno destando perplessità generalizzate, ma senza produrre al momento particolari contraccolpi negativi sulle vendite, specie in Germania.

La dimensione della crisi tedesca la si percepisce anche ad occhio nudo, circolando per le autobahn … la nuova Golf è un mezzo fantasma, la nuova A3 è circoscritta a qualche comparsata, la Smart non esiste, le utilitarie Polo, Ka, Fiesta, Corsa iniziano a subire la concorrenza delle francesi, di Yaris e della nostra Nuova Punto …

Per contro, vi è una crescita esponenziale delle nippocoreane medio-grandi (jepponi compresi), la nostra Stilo Multiwagon ha una  diffusione quasi analoga a quelle delle wagon medie tedesche (Focus, Astra e VW Variant), molto numerose anche le francesi, specie 307 e Scenic.

Certo, la Germania è un paese sano e l’esteromania tipicamente italiana è un fenomeno che non appartiene alla solida cultura di questo Paese.

Quindi, a fronte di un simile disastro tecnico e qualitativo, il Paese risponde assicurando al prodotto interno quote ancora molto elevate, intorno al 68-70%.

Tuttavia, la flessione è ormai nell’ordine del 10-15% in un anno per le case generaliste e risulta assolutamente tangibile anche ad un’osservazione attenta di ciò che circola sulle strade ed autostrade tedesche.

Del resto, proprio giovedì scorso ho avuto modo di cenare in Baviera con alcuni professionisti del settore, i quali hanno confermato in pieno le mie osservazioni … i tedeschi sono scontenti dei recenti prodotti made in Germany …

Ed ammirano il modo in cui noi italiani stiamo uscendo dalla crisi, vincendo le competizioni sportive in tutto il mondo con Ferrari ed Alfa e surclassando tutti nei riconoscimenti della critica e degli esperti internazionali con nuovi prodotti quali Quattroporte, Alfa GT, Panda, Ypsilon …

E’ stato bello osservare i loro volti compiaciuti e meravigliati quando li ho accompagnati in hotel a bordo della mia Stilo 3p GT … specie dopo che ho rivelato loro che si tratta di una vettura che costa meno di 20.000 Euro ...

“Una pela macchina daffero ...” mi ha detto simpaticamente in italiano uno di loro, mentre scendeva, accarezzando i comodi sedili sportivi avvolgenti marchiati Abarth … e guardando perplesso il suo elettrodomestico dalle linee rassicuranti, quanto tristemente scontate, parcheggiato poco più avanti …