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CONFRONTO FIAT-VOLKSWAGEN
19 marzo 2003
Le ns macchine sono più prestazionali e qualitative di quasi tutta la gamma del Gruppo VW (spesso modelli fotocopia, come Skoda Octavia-VW Golf-Audi A3)
Propongo una breve illustrazione.
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Segm A
Seicento e Gingo offrono motorizzazioni benzina e diesel perfettamente in linea con i modelli-gemelli Seat Arosa-VW Lupo ad un prezzo inferiore di almeno 2.500 Euro, in media.
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Segm B
Fiat Punto e Lancia Ypsilon umiliano la VW Polo sia nel 1.2 (80Cv contro appena 64Cv), sia nel 1.4 (95Cv contro gli appena 75Cv )
Complessivamente in linea i due turbodiesel, con il vantaggio nei costi di consumo ed assicurazione assicurato dal nostro Multijet.
E tralascio le valutazioni sull'investimento, sull'abitabilità, sul design e sul comportamento stradale, nettamente favorevoli alle italiane.
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Segm C
Fiat Stilo e Alfa 147 sottopongono i modelli-gemelli Octavia-Golf-A3-Leon ad una vera e propria lezione di stile e di prestazioni.
Nel 1.6, Stilo ha le stesse potenze dei modelli VAG (ma è più abitabile, più stabile e costa assai meno), che escono però con le ossa spezzate nel confronto con la Alfa 147 120CV.
Nel 1.8, la ns Stilo offre 133CV, contro i 150Cv di Golf, ma per avere questi 17 Cv in più tocca spendere la bellezza di 10 milioni di lire in più ............ : - O
Allo stesso prezzo, la gamma italiana sulla 147 assicura un ben più serio 2 litri TS, e tra pochi mesi il Jts da 165 CV.
Nelle versioni sportive, Stilo Abarth 2.4 ha 170CV, esattamente come Golf 2.3.
Mentre Alfa 147 GTA 250Cv è nettamente migliore da TUTTI i punti di vista rispetto alle VW R32 e similia.
Delle motorizzazioni turbodiesel abbiamo già parlato.
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Segm D
Anche nel segm D il dominio qualitativo italiano, rispetto alla gamma VAG, è del tutto evidente.
La gamma Superb-Passat-A4 esce umiliata dal confronto con Alfa 156 e Lancia Lybra nelle motorizzazioni benzina da 2 litri : Lybra ha 150CV la 156 addirittura 165CV ........ contro i miseri 130Cv della gamma VAG.
Nel 1.8, la gamma tedesca deve ricorrere alla sovralimentazione per arrivare alla stessa cavalleria dei nostri aspirati di pari cubatura .......
Per il 1.9 turbodiesel, Alfa 156 batte Passat/A4 140 Cv a 130 Cv.
Sostanziale equivalenza nel 2.4 Tdiesel (150 Cv) con il vantaggo delle italiane di erogare questa potenza con il 2.4 Jtd anzichè con il più pesante, più assetato e più costoso (nella RCA e non solo) 2.5 Tdi.
E anche in questo caso tralascio le valutazioni di odine qualitativo (Lybra vale assai di più di Passat/A4, a parità di allestimento e di costo) e di ordine "stradale" (la stabilità di una 156 non è neanche lontano parente di quello dei "barconi" tedeschi, spagnoli e cechi del Gruppo VAG).
Del tutto imbarazzante il confronto delle sportive, dove VW per ottenere la stessa potenza dell'Alfa GTA deve ricorrere ad una cubatura di 4 litri, contro gli appena 2 e mezzo di Alfa.
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Segm L1
(SW)
Il tanto criticato 1.2 16V di Multiwagon risulta più potente di 5Cv rispetto al 1.4 Golf Variant, che presenta anche i difetti di una cubatura maggiore di 200cc.
Situazione di sostanziale analogia nel 1.6, mentre è addirittura imbarazzante la sconfitta che subisce Golf dalla ns Stilo Multiwagon nelle cc. superiori.
Multiwagon 1.8 eroga 133Cv, contro i ridicoli 115Cv
del 2 litri VW.
Evito di calcare la mano confrontando i dati di Lybra SW e Alfa 156 Sportwagon con quelli delle giardinette gemelle Skoda Superb-A4-Passat .............
Andavele a controllare voi e fatevi 4 risate .......
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Segm Superiori
Anche nelle ammiraglie la gamma italiana ne esce vincente, con la ns Quattroporte (in futuro anche Lancia Thesis) che eroga 390CV con un 4.2 litri, mentre la nuova Pheaton arriva a queste potenze solo grazie ad un assetatissimo e pesantissimo motorone da 6 litri !!!!
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Credo di aver dimostrato, a te e a tutto il ng, numeri alla mano, che sarebbe meglio piantarla nel dire sciocchezze e banalità su una superiorità tecnologica, qualitativa e prestazionale , che in realtà è del tutto INESISTENTE !!
La gamma del Gruppo Fiat non ha NULLA da invidiare alla gamma del Gruppo VW !!!!
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L’EVOLUZIONE DELLA GAMMA ITALIANA
15 marzo 2003

Considero molto importante la reazione tecnica e di prodotto che Fiat Auto sta proponendo ai mercati europei .
Alla fine di quest'anno, la gamma dei segm A e B sarà totalamente rivoluzionata, con modelli che già hanno avuto una prima risposta positiva a Ginevra.
In sequenza, a partire da luglio, la nuova Punto, Lancia Ypsilon, Fiat Gingo e Idea Fiat, con le innovative motorizzazioni Multijet 1.3 16v e 1.4 benzina 16v da 95CV.
Per la metà del '04 arriveranno anche l'Alfa GT Coupè, le nuove spider Alfa e Barchetta, la nuova Lancia Lybra, la nuova Alfa 156, la Maserati Quattroporte e le motorizzazioni superiori per Lancia Thesis.
Successivamente , altre novità importantissime, come le supersportive Alfa con trazione integrale, il piccolo HF Lancia, la nuova Multipla, la nuova Alfa 166 e, quindi, a chiusura del Piano-Boschetti, il Compactwagon "Large" di gamma Fiat, la Lancia Medea di gamma Lancia, entrambe sul nuovo pianale Premium (segm D), infine un modello totalmente nuovo che sostituirà Fiat Punto.
IMHO, l'Italia dell'auto si appresta non solo ad uscire brillantemente dallo stato critico, ma anche ad assumere un ruolo di assoluta leadership in termini di fascino e qualità della propria gamma.
Qualcuno a questo punto del discorso contrappone, con piglio esterofilo, il solito appunto: "eeeeeeh, ma gli altri mica stanno a guardare ...".
Certo, lo so bene.
Ma francamente non vedo all'orizzonte novità tali da considerare invariato il presunto gap tra la ns gamma e quello dei concorrenti stranieri.
Nei prossimi 3 anni avremo il Gruppo VW che si limiterà a presentare una Audi A3 fotocopia della precedente ed una Golf con una evoluzione tecnica e di design assai poco innovativa ..... in più questo gruppo uscirà malamente dal segm A, interrompendo la produzione di Lupo, A2 e Arosa.
Ed è facile prevedere una certa stasi anche nelle motorizzazioni turbodiesel, qualora dovesse abbandonare, come sembra, la tecnologia iniettorpompa, arrivando buon ultima nell'utilizzo del Common Rail di concezione italiana.
Il Gruppo Ford rinnoverà Focus senza particolari avanzamenti, nè tecnologici, nè di design e resterà a difendersi nella gamma delle piccole con un modello tecnologicamente poco avanzato come Ka, oltre che con la appena uscita Fiesta, che non cambia molto la tradizionale presenza di questa casa nel segm B.
Opel si configurerà sempre più come una gamma che si muoverà "a rimorchio" della gamma Fiat Auto.
I francesi hanno già sparato le loro migliori cartucce negli ultimi 2 anni (Clio restyling, Megane, C3, 307), ed hanno la possibilità di ulteriori miglioramenti solo con la nuova Peug 206 e la nuova C2 e con un eventuale avanzamento delle prestazioni di consumo della tecnologia FAP.
Le case orientali non sembrano "minacciare" nulla di particolarmente bello e innovativo ...... le novità coreane ormai sono già uscite e non sembrano infastidire, Matiz è già al tramonto e senza l'apporto del ns Giugiaro (tornato a Mirafiori) la sostituta difficilemnte avrà il medesimo appeal.
Toyota e Nissan hanno già sparato le loro cartucce e nei prossimi 2-3 anni non presenteranno nulla di nuovo, se non in segm di nicchia.
La stessa Bmw continuerà nella sua linea volta alla conservazione ed anche tecnologicamente non ci sono grandi novità alle porte, mi pare.
Insomma, siamo alla vigilia di un mutamento storico della gamma italiana, che sta assumendo lentamente, ma inesorabilmente, i contorni di una delle gamme più complete, qualitative ed interessanti del mercato mondiale.
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STRAPPATI ALLA CONCORRENZA !!
20 febbraio 2003

Sono positivamente davvero sorpreso per l'aumento di amici e parenti che si rivolgono a me come consulente per l'acquisto di una macchina.
Nel mio ambiente, tutti mi conoscono come un appassionato di automobili e grande teorizzatore della qualità e della convenienza delle auto italiane.
Vi avevo già raccontato delle svariate Punto, Stilo e Seicento che ho "fatto comprare" ad alcuni amici ed amiche (oltre alla Lancia Y Dodo di mia moglie).
Ieri ho siglato una bella doppietta.
Alle ore 11 il mio amico venditore della Succursale Fiat stacca l'ordine per una Fiat Punto Feel 3p 8v da parte della segretaria di un mio caro amico ...
L'ho presa per i capelli ... stava per firmare per una Ford Ka ....
Fortunatamente, il mio amico gli ha dato il mio telefono e l'ho indirizzata presso la ns Succursale, dopo averle spiegato che razza di errore stava per fare ....
Alle 17, scatta il secondo score .... un altro mio amico, dopo aver venduto la sua vecchia Clio, aveva quasi deciso a prendersi una Yaris, ma alla fine, dopo un mese di "riflessioni", si è convinto che la convenienza della ns Punto è ineguagliabile ...
Mi ha telefonato, l'ho mandato in Succursale e ha firmato, seduta stante, per una brillante Feel 5p 16V pronta-consegna.
Dall'inizio del '02, questo è il mio score:
- un' Alfa 147 120CV (la mia, che è un benefit aziendale)
- una Lancia Y Dodo 8V (quella di mia moglie)
- una Seicento Clima (mia amica)
- una Seicento Confort (mio amico ex-Smartista)
- una Punto Feel 5p 8V (mio commercialista)
- una Stilo Multiwagon 1.6 16V (mio amico ex-parlamentare Ds)
- una Punto Feel 3p 8V (altra mia amica)
- una Punto Feel 3p 8V (segretaria mio amico)
- una Punto Feel 5p 16v (altro mio amico)
Un contributo per riassorbire il lavoro dei ns operai che inizia a diventare significativo : - )
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MILANO CRUCCOMANE
10 febbraio 2003
Osservando il circolante a Milano, sono rimasto davvero sorpreso per l'irritante eccessiva presenza di vetture di fabbricazione tedesca, e straniera in genere.
Si vedono molte più Golf e Bmw che in altre grandi città come Roma, Genova, Torino, Bologna o Napoli.
C'è una presenza ridondante di SW Opel e VW, tutte rigorosamente grigio metallizzate, e di orridi jeepponi giapponesi.
Al contrario, fenomeni di effimerità nippomaniaca, che sono invece presenti ad es. a Roma, per Micra (primo tipo), Yaris, Matiz e Atos (che sono coreane ma che vanno ascritte al medesimo fenomeno sociologico ....... ), sono del tutto ridimensionati .........
Perchè ?
I nostri uomini di marketing devono affidarsi a seri approfondimenti di natura sociologica per comprendere i VERI motivi che inducono i milanesi a comprare, in una misura nettamenete superiore alla media, vetture tedesche e jeepponi nippocoreani ..........
Consapevoli da subito che la approssimata considerazione circa una presunta maggiore ricchezza dell'area non ha alcun fondamento: a Milano il 31% del parco ha oltre 10 anni, contro il 30% di Genova e il 28% di Bologna (fonte ACI), che attribuiscono alle tedesche quote ben meno consistenti.
L'età media del circolante a Milano è superiore a molte altre grandi città e simile a quella di Roma .
La ricchezza non c'entra un tubo !
Ovviamente, simili gap nelle scelte degli utenti, che plebiscitano le tedesche nell'area del nord-nordest, al contrario del resto d'Italia, decisamente più fedeli all'auto nazionale, dimostrano che non si tratta di questioni di natura tecnica.
Ciò significa che anche la cosiddetta "qualità" non c'entra assolutamente nulla.
I motivi sono ALTRI !
E credo che abbia molto a che fare con la crescente banalizzazione culturale e dalla crescente distanza dai valori di appartenenza nazionale che si sta diffondendo anche in una grande città come Milano (ormai capitale della fabbrica dell'"'immagine") , anche se ovviamente in misura minore rispetto alle aree più provinciali del neo-arricchimento della Brianza o del Triveneto.
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ADDIO, AVVOCATO …
21 gennaio 2003
La dotazione umana del nostro Paese è da oggi più povera.
Mancherà il suo carisma, la sua carica positiva, la sua intelligenza, il suo carisma, la sua eleganza, il suo modo esclusivo di interpretare un ruolo di massima responsabilità imprenditoriale.
E' stato il punto di riferimento dell'industria nazionale e del lavoro degli italiani, in un Paese privo di cultura industriale e di cultura del lavoro.
Il più sensibile tra i "poteri forti" alle tematiche dell'avanzamento sociale ed economico del ns Paese.
Repubblicano, liberal e libertino, ha segnato uno stile di vita e di lavoro distante dalla mentalità dominante .
Uno stile che ha attratto la risentita ammirazione che le persone "normali" riservano in genere a chi ha talento vero.
A chi splende, per charme ed originalità.
Fiaccato dalla tragica fine dei suoi eredi più amati, l'anima talentuosa di suo nipote Giovannino e l'anima liberty di suo figlio Edoardo ............. ha finito, anche lui, per cedere. : _ - (
Da grande uomo, non ha mai smesso di pensare al futuro.
Lascia la Fabbrica Italiana, la creatura industriale che ha fatto crescere, trasformandola nella più grande Azienda del ns Paese, nelle condizioni di superare di slancio la attuale contingenza critica.
Il suo testamento è un Piano Industriale che consentirà a Fiat di tornare quell'entità, attiva e positiva per tutti noi italiani, che lui ha voluto.
L'investitura e la responsabilizzazione dell'intera Famiglia affinché l'Azienda e l'Auto vengano rilanciati.
In suo nome, ma soprattutto in nome della tradizione italiana dell'automobile ....
La sua impronta segnerà anche il nostro futuro .......
Ciao, Avvocato !
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L’ITALIA CHE LAVORA !
13 gennaio 2003

C'è un settore dove conta solo l'affidabilità.
Dove la gente che acquista un veicolo non si può permettere di inseguire mode, badando solo all'immagine e comportandosi come un bambino viziato e pieno di pregiudizi .
Nel settore dei veicoli commerciali , dove chi guida lo fa per guadagnarsi il pane e non per fare il fighetto, i nostri furgoni e i nostri camion primeggiano.
Dove il mercato non è condizionato da fattori ideologici e dalla patologia esterofila, prevale una scelta serena a favore dei mezzi italiani.
I più robusti, spaziosi, affidabili, onesti e con la migliore rete di assistenza.
Sono i mezzi del Gruppo Fiat.
I dati 2002 parlano chiaro.
Incremento delle immatricolazioni del 32.2% , quota di mercato +5%, raggiungendo il 44% di penetrazione.
Chissà perché, quando si tratta di lavorare i nostri furgoni sono considerati nettamente i più qualitativi, mentre quando si tratta dell'auto personale questa qualità non viene riconosciuta.
Eppure sono veicoli costruiti esattamente nei medesimi stabilimenti, derivazioni di veicoli nella gamma di serie (Punto e Panda Van, Doblò Cargo, Palio pick-up, ecc.).
In realtà, questi dati evidenziano ancora una volta che la attuale crisi del Costrutttore Nazionale non è riconducibile alla qualità della gamma.
E' piuttosto un problema che va ricercato nelle nuove tendenze culturali e sociologiche dell'italiano medio, che quando si tratta di acquistare un bene che considera status-symbol perde completamente di vista qualsiasi elemento di logica, lasciandosi accecare dal culto dell' apparenza e del mito modaiolo made in Germany o made in Japan.
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IL 2003 CHE CI ATTENDE
Capodanno 2003

Nell'augurarvi a tutti un felice 2003 , mi soffermo brevemente su una previsione di massima su ciò che accadrà nei prossimi mesi , con particolare riferimento alla gamma ed alle quote delle ns automobili.
La fase di grande difficoltà continuerà fino al giu '03.
Prevedo il Gruppo Nazionale al 25-26% per quella data, a causa dell'effetto attesa dei nuovi modelli nei segm popolari.
Infatti, nel giro di pochi mesi, l'intera gamma dei segm A e B sarà rivoluzionata e ciò produrrà un momentaneo contraccolpo negativo sulle immatricolazioni, per i molti acquirenti che aspetteranno l'uscita dei nuovi modelli.
Credo che Boschetti abbia in mente come contromossa l'anticipo a feb-marzo dei 1.3 JTD 16V, da montare già sulle attuali Punto, in modo da sostenerne le vendite.
Il problema di questa normalissima e prevista transizione è che i giornali e le TV al soldo della concorrenza faranno un gran baccano, ricominciando a strumentalizzare i dati al fine di macchiare ulteriormente l'immagine dell'auto italiana agli occhi degli italiani, già oggi ammalati di esterofilia.
Immagino già le sciocchezze allarmistiche che potrà scrivere "Repubblica" o "Libero" quando a maggio le quote italiane saranno necessariamente ai minimi storici.
La speranza è che la campagna denigratoria che ci sarà inevitabilmente fino a mag-giu non arrivi a condizionare il decollo dei nuovi modelli ........
Io ho fiducia , perchè i nuovi modelli saranno davvero eccezionali. E i prezzi saranno molto concorrenziali.
Il periodo aprile-giugno sarà impiegato per il lancio e la commercializzazione di Lancia Y (o Venus?), un vero capolavoro di charme e buon gusto che chiuderà in bellezza la fase di rilancio della rinnovata gamma Lancia.
Quindi arriverà la nuova Punto, con restyiling della carrozzeria, riprogettazione degli interni e dei sistemi di sicurezza e nuovi propulsori Jtd 1.3 Multijet (che consumerà 3 litri per 100 Km) e 1.4 16V benzina da 95-100CV.
Nel periodo lug-set verrà lanciata e commercializzata la nuova piccola Multispazio Fiat (genere Agila).
Subito dopo è la volta di Fiat Small (la nuova Panda), con la versione 5 p e anche turbodiesel 1.3 Jtd (a inizio '04 usciranno la 3p e la 4*4 Simba).
Insomma, da giu '03 in poi ci sono tutti i presupposti per una poderosa ripresa delle quote di mercato .... io credo che a dicembre dovremmo già stare sul 30%, per poi tentare di raggiungere la quota-obiettivo del 33% (tutto redditivo) stabilita dal Piano Industriale entro fine '05.
Per quella data infatti la gamma si arricchirà ulteriormente con:
- nuove Alfa 156 e 166
- Alfa 156 e 147 Integrale
- nuovo Alfa Duetto
- nuova Alfa GTV
- nuova Alfa Sportiva Evo Integrale (prog. Brera)
- nuova Alfa Crossover 4*4 (forse 2006)
- Lancia Thesis 4 litri (base Maserati) e 3 litri Mjtd
- nuova Lancia Lybra
- Lancia Multispace (tipo Classe A) (forse 2006)
- nuova Fiat Multipla
- nuova Fiat Barchetta
- nuovo Fiat SUV (su base Suzuki)
- Large Multiwagon (forse 2006)
- Fiat Punto 3
- Maserati Quattroporte
- Maserati Crossover 4*4
Da segnalare infine il ritorno al controllo in autonomia della tecnologia Common Rail (jnventata da Fiat e sviluppata da Bosch) con la produzione delle nuove centraline per il rivoluzionario 1.3 Jtd 16V da parte di Magneti Marelli.
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LE DINAMICHE DEL RILANCIO FIAT
15 dicembre 2002

Le dinamiche che sono entrate in gioco nel processo di rilancio dell'Azienda Italiana dell'automobile sono complesse e vanno interpretate con il massimo della correttezza.
Ciò che è avvenuto nell'avvicendamento dei vertici del Lingotto conferma quanto fossero sbagliate le saccenti analisi di chi dava per scontata la vendita a GM dell'intero asset dell'auto.
Il Presidente Fresco ha lavorato indubbiamente per tracciare questa strada, ma chi conosce l'ambiente Fiat ha sempre saputo che in pochi a Mirafiori e al Lingotto hanno davvero creduto a questa eventualità ......
Fresco (con la momentanea garanzia di Galateri, uomo di Agnelli) doveva svolgere la funzione di trovare un'alleanza strategica e danaro per il risanamento dei bilanci (il 20% GM e le Banche) .
La prospettiva della vendita del PUT è servita a sbloccare una serie di situazioni finalizzate a questi obiettivi.
Oggi, si passa alla fase 2, in realtà già avviata con l'arrivo di Boschetti alla guida di Fiat Auto e con il varo del Piano Industriale.
Fino al 2005 si lavorerà ESCLUSIVAMENTE per dare successo al Piano e per mettere sul mercato nuovi modelli, da vendere in modo diverso e con una maggiore redditività.
Il fine è quello di uscire dalla crisi e di far tornare a galla l'Azienda, restando ITALIANA.
Per passare alla fase 2, occorreva liberarsi della figura che più ha creduto alla prospettiva GM (Fresco).
GM, in realtà, oggi si trova in pessime acque e non ha alcuna intenzione di procedere con il Put (ed io vi avevo avvertito anche di questo) ... e Fresco è rimasto con il cerino in mano.
Oggi, ogni ipotesi di fantapolitica ("poli del lusso", Montezemolo presidente, vendite di ns marchi a VW e altre simili amenità) sono solo le solite scomposte sciocchezze giornalistiche, che tuttavia servono a far capire l'unica VERA novità che è sul terreno: il superamento della prospettiva GM (il che azzittisce i tanti soloni che davano per scontata questa eventualità) .
Nel futuro, probabilmente si andrà avanti con le sinergie già avviate con l'accordo con GM (una cosa è la parnership, un'altra è la vendita .......).
L'ipotesi di un polo sportivo (il "lusso" non c'entra un cazzo) Ferrari-Maserati-Alfa è da tempo sul campo (e anche di questo vi avevo anticipato le coordinate).
E' un'ipotesi di affiancamento del marchio Alfa all'Azienda Ferrari (appartenente a Fiat SpA e non a Fiat Auto), che ovviamente vedrebbe Montezemolo restare Presidente, essendo già oggi Presidente dell'azienda Ferrari.
E' una prospettiva che potrebbe anche prevedere una qualche collaborazione tecnica (o anche partecipazione azionaria, perché no) con il Gruppo VW o con altri grandi gruppi stranieri.
Ma null'altro sarebbe se non un fatto speculare rispetto a quanto già si è fatto per Fiat Auto, dove si è ceduto il 20% ad una casa americana, avviando una fattiva collaborazione tecnica.
BERLUSCONI ED IL “POLO DEL LUSSO”
1 dicembre 2002

Provo una profonda malinconia nel vivere in un Paese che amo profondamente, ma che vedo sempre più alla deriva.
Le dichiarazioni del primo ministro italiano di ieri nei confronti della ns casa Automobilistica in difficoltà sono l'ultimo vagito di stupidità che si erge dalla lobotomia di massa a cui siamo tutti sottoposti.
Costui tratta una vicenda delicata e dai mille risvolti socio-politici con la superficialità di chi fa salotto in un circolo del tennis della Bassa.
Dopo aver insultato migliaia di operai e tutti gli italiani che pagano le tasse, andando in giro a rappresentare l'Italia con una ammiraglia di fabbricazione tedesca da 100.000 Euro spese con i soldi pubblici, costui si permette di sbavare sciocchezze sul "polo del lusso" e sulla "Superferrari" ....
In una storia ambientata a Paperopoli forse ci sarebbe stata un pò più di ragionevolezza.
Il gesto è stato di una scorrettezza e di una idiozia madornale.
Ora, credo sia del tutto giustificato l'irrigidimento di Fiat rispetto alle modifiche del Piano Industriale, e a pagare di un simile gesto irresponsabile saranno migliaia di operai.
Io credo che il Piano Industriale vada applicato così com'è (Fiat ha già fatto un importante passo avanti, con il reintegro a settembre degli operai di Termini).
Non credo sia possibile fare di più.
E' impensabile che si possa salvare l'azienda a parità di forza lavoro.
Un momentaneo limitato ridimensionamento è strettamente necessario per rilanciare gli investimenti ed adeguare la produzione ai volumi imposti dal mercato .
Il Governo sta rappresentando un grave elemento di freno e di destabilizzazione, proponendo l'improponibile ingresso del capitale pubblico (non voluto né dalle Banche né da GM).
E' una situazione che presta il fianco ai giornali in malafede (come Repubblica e Il Giornale) di continuare indisturbati la sua campagna denigratoria fatta di bugie e illazioni contro le ns macchine e contro la ns Azienda.
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COSA SIGNIFICA SICUREZZA
23 novembre 2002

Riflettevo su come il valore della sicurezza di un auto, per la gente comune, si basi esclusivamente sulla sicurezza passiva, ovvero su ciò che avviene dopo l'impatto.
E' un fattore che rientra nel più ampio novero dei comportamenti di una società sempre più pigra e superficiale e sempre più disposta a farsi manipolare dalle immagini ad effetto della pubblicità in tv o dai suggestivi numerelli dei test Euroncap.
In realtà, tutti noi sappiamo quanto sia importante la prevenzione, ovvero gli elementi che impediscono l'incidente, la sicurezza attiva, rappresentata dagli elementi dinamici , quali la stabilità, la tenuta di strada, la frenata, l'handling complessivo di un automobile.
L'esempio più concreto di automobile ad elevato standard di sicurezza attiva è l'Alfa 156/147.
Queste vetture adottano uno schema innovativo, ed esclusivo per il mercato dell'auto, messo a punto dal Centro Ricerche Fiat, che prevede l'adozione delle sospensioni anteriori a "quadrilatero alto".
Tale soluzione concilia ampie escursioni della ruota e controllo ottimale del lavoro delle gomme.
Quindi, massima tenuta laterale, grande efficacia e precisione nella risposta dello sterzo, eccellente motricità.
Si tratta di una geometria della sospensione che consente un recupero di camber della ruota nei movimenti di rollio e di sterzata.
La particolare posizione del braccetto consente di mantenere un aderenza ottimale dei pneumatici, a tutte le condizioni di carico, con riallineamento immediato e riduzione a zero dell'effetto "dive-lift", ovvero affondamento e innalzamento dell'avantreno in frenata ed in accelerazione.
In abbinamento con un gruppo McPherson posteriore evoluto, Alfa 156 e 147 rappresentano il top in materia di handling e comportamento stradale.
Secondo me, questi elementi sono quelli fondamentali da tener presente quando si acquista un'automobile, se si pensa alla sicurezza.
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CAMPAGNA DI DESTABILIZZAZIONE ANTI-FIAT
10 novembre 2002

E' in atto presso alcune testate giornalistiche italiane e straniere (in particolare il Gruppo "L'Espresso-La Repubblica") e presso tv e internet una campagna di denigrazione del prodotto Fiat Auto.
La campagna è volgarmente finalizzata a destabilizzare l'azienda, sia per favorire la definitiva capitolazione di quel 30% ancora appannaggio dei marchi italiani, molto appetiti dagli importatori rappresentati dall'associazione UNRAE, sia per ridurre il più possibile il valore di Fiat Auto, in modo da favorire futuri processi di svendita.
La campagna ha individuato alcuni "tormentoni" su cui tornare con puntuale cadenzamento sui massmedia:
1. diffondere la (falsa) idea che Stilo non vende;
2. diffondere notizie allarmistiche (e spesso false) di natura finanziaria o sindacale;
3. inventare le dimissioni di questo o quell'alto dirigente (o addirittura del Presidente);
4. inventare notizie sulla prossima morte di Gianni Agnelli;
5. diffondere barzellette riprese da vecchie battute dell'Est Europeo comunista, aventi per oggetto la Uaz o la Skoda;
6. insistere strumentalmente con i triti e ritriti sarcasmi sulla Duna;
7. diffondere l'idea che gli stranieri sono più bravi di noi in materia di tecnologia ed automobili, mediante la pubblicazione di veline in forma di articolo di giornale.
Si tratta di una pratica ignobile a cui gli italiani, se hanno un minimo di orgoglio, devono reagire ........ lo svilimento della ns industria dell'auto fa piacere a chi vuole svilire tutti noi italiani, in quanto tali.
Fortunatamente, la realtà è ben diversa da quella che certi giornali e certe trasmissioni tv dipingono.
C'è un solido Piano Industriale sostenuto dalle maggiori banche italiane ed europee, è stata effettuata una ricapitalizzaizone e, soprattutto, si sta lavorando ad un piano di risanamento e rilancio che produrrà il nucleo italiano del Polo Europeo Opel-Fiat-Saab che punta a riportare Fiat Auto al 9.5% in UE entro il 2005, probabilmente senza alcuna necessità di vendere alcunchè agli yankee.
La gamma in 2-3 anni sarà arricchita di nuovi modelli altamente qualitativi, a partire dalla totale rivoluzione che nell'arco di 12 mesi riguarderà i due segm più critici (A e B):
- in primavera '03, nuova Lancia Y (anche Jtd 1.3 16V)
- in estate '03, nuova Punto (anche con 1.4 16V , oltre al 1.3 Jtd già montato su Punto da gennaio '03) e Punto MPV
- in autunno '03, nuova Panda (anche 5 porte e 1.3 Jtd)
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PROVINCIALISMO E SUBALTERNITA’
30 ottobre 2002

Ripenso con sgomento a quanta gente, di fronte al mio insistere nel legare le sorti Fiat a quelle di tutta Italia, mi abbia risposto insultandomi, facendo spallucce, o pronunciando frasi del tipo:
"l'Italia non è la Fiat"; oppure "a me non importa, tanto mica lavoro per la Fiat", o addirittura "difendi Fiat perchè sei al soldo d'Agnelli ........."
Ripenso a quante volte ho sentito amici e conoscenti e a quante volte ho letto su questo ng frasi di denigrazione e contumelie gratuite contro presunte inaffidabilità del prodotto italiano o su inesistenti inferiorità qualitatitive.
Ripenso a quante volte ho sentito frasi del tipo : "io Fiat ? ... Maaaaaaaaaaaaai", oppure "lo sanno tutti che le Fiat si rompono ....", o anche, "eeeeeeehhhh, la qualità dei tedeschi , mica sono Fiat ......." ;
o ancora "la Stilo non vende ......"; "la Multipla mi fa vomitare ......", "l'Alfa è da terroni .....", e così farneticando.
Oggi, stiamo già assistendo al solito piagnisdeo con lacrime da coccodrillo di cui gli italiani sono gran maestri.
Oggi, quelli che hanno scritto sui giornali, dopo 2 gg dal suo lancio, "La Stilo è perdente" (condizionandone al ribasso le vendite), oppure "le città sono inquinate per colpa delle macchine di Agnelli", sono gli stessi che fanno il pianto greco perchè 40.000 persone usciranno dal mercato del lavoro.
Oggi, quelli che si sono indebitati fino al collo per poter dire agli amici "mi sono fatto il TiddiAAAAi" sono gli stessi che si stanno accorgendo che l'effetto-domino della crisi Fiat rischia di mandare in protesto quelle stesse cambiali che hanno firmato allegramente, accorgendosi tardi che non si vive con i "miti".
Oggi, tutti si stanno rendendo conto a che cosa sta portando questo continuo devastante passaparola di battute, frasi preconfezionate, luoghi comuni che hanno per oggetto la denigrazione preconcetta delle vetture italiane.
Oggi, a Termini tutti protestano .......
scendono in piazza i commercianti, gli avvocati, i medici, gli studenti, le mamme.
Una sonora sberla in faccia ai molti superficiali che fino a ieri scindevano le sorti di Fiat da quelli del ns Paese.
A quelli che pensano "mica faccio l'operaio, io" .......
Ecco a cosa ho sempre pensato, quando mi sono scaldato contro chi denigrava gratuitamente su questo ng ...
Non volevo una Sicilia costretta ad emigrare, una Torino in recessione, un Veneto in crisi per la caduta dell'indotto, un Lazio in angoscia per le sorti di Cassino o una Campania in stato di paura per le sorti di Pomigliano ...
Non volevo che l'Italia perdesse l'ultimo patrimonio di creatività, di tecnologia industriale che ci è rimasto ....
Leggendo i giornali, ora, forse, inizierete a capire cosa spinge i francesi ad acquistare molto francese, i tedeschi ad acquistare molto tedesco, gli svedesi ad acquistare molto svedese, i cechi ad acquistare molto ceco ...
Responsabilità, amor proprio, consapevolezza, orgoglio.
Troppi italiani hanno perso di vista questi valori, dimostrando
di non meritare di vivere in un grande Paese industriale !
E' giusto che chi si comporta da provinciale resti per sempre in provincia ..........
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VALUTARE LE OPPORTUNITA’ OFFERTE DALLA GAMMA ITALIANA
10 ottobre 2002

Facciamo insieme un esercizio.
Prefiguriamo lo scenario di vita che attende ciascuno di noi tra 2-3-4 anni.
E quale automobile potrebbe andare bene nell'ambito di questo scenario.
Tra le diverse alternative offerte dal mercato, credo che sia quantomeno doveroso per un italiano prendere in considerazione l'ipotesi di acquistare un modello della gamma nazionale, tenendo conto anche del fatto che essa nel prossimo futuro sarà totalmente rinnovata e notevolmente arricchita.
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Iniziamo con un primo scenario.
Oggi hai 28-30 anni, guidi una segm C straniera (Golf, Astra, Focus, A3, Leon ecc.), ti sei appena sposato o stai per farlo.
Alfa 147 può rappresentare la vettura idonea per il tuo futuro più prossimo .
Questa vettura garantisce piacere di guida, dinamismo, velocità, affidabilità, uno spazio adeguato anche nel caso dovesse accadere di avere un bimbo (specie la vers 5 p), addirittura risparmio nella attuale vers Jtd o nella futura Multijet da 136CV.
Hai già una famiglia più numerosa della semplice coppia ?
Considera l'eccellente rapporto qualità-prezzo che può offrire una Fiat Stilo: versione 3p se ti piace la sportività, versione 5p se cerchi modularità e spaziosità.
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Veniamo ad uno scenario leggermente diverso:
hai qualche anno di più e la prospettiva di una famiglia numerosa, lo spazio e la praticità sarà sempre più la tua priorità.
Già oggi guidi vetture di segm D, forse una VW Passat, o magari una Scenic o uno station wagon nipponico ..............
In tal caso, è quasi un obbligo tener conto di due modelli della gamma italiana.
Fiat Stilo SW e Fiat Multipla.
Rappresentano il top per abitabilità e modularità ad un prezzo compreso tra 17-18.000 e 22-23.000 Euro.
Hai qualche possibilità economica in più e già oggi ti puoi permettere un'A4 o una Bmw Serie 3 o una Volvo?
Ci sono le affascinanti station wagon Lancia Lybra, per chi ama comfort e raffinatezza, e Alfa Sportwagon, per chi ama sportività e brio.
E tieni conto che entro il 2005, ci sarà anche la rivoluzionaria Fiat Compactwagon, il progetto "New Large".
Preferisci invece mettere l'accento sulla professionalità (viaggi spesso per lavoro).
Tieni nel dovuto conto della superiorità tecnologica di un'Alfa 156 (o i JTS benzina 165 CV o i futuri MJTD da 136 e 170 CV).
O, in alternativa, del fascino discreto di Lancia Lybra, un modello che assicura una qualità nel complesso superiore a molte blasonate tedesche e francesi .........
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Terzo scenario.
Abiti in città e ti serve una utilitaria.
Oggi guidi Micra, Ka, Polo, Clio, 206, Lupo, Fiesta, Yaris o Corsa ....
magari ti sei tolto lo sfizio di una Smart e inizi a pensare che sia il caso di venderla, visto quanto è pericolosa e che sta già passando di moda.
Vuoi spendere poco ?
Aspetta qualche mese e considera attentamente la nuova Fiat "Small", una citycar che avrà tutte le qualità di una Panda (spaziosità, versatilità, bassi consumi, stabilità, indistruttibilità), senza averne i difetti (dotazioni di sicurezza, assemblaggi, materiali).
Vuoi qualcosa di più completo?
C'è Fiat Punto !
Rinnovata con il Jtd 1.3 da 3l. per 100 Km e con il 1.4 16V da 90CV.
Rinnovata anche nel frontale ed arricchita negli interni.
Oppure, Lancia Y .... ancora oggi una soluzione che fa innamorare le ragazze, ma che può essere idonea anche per te:
se vuoi qualcosa di davvero raffinato ed esclusivo, puoi pacatamente attendere qualche mese l'uscita di Lancia Y seconda serie.
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Quarto ed ultimo scenario.
Sei single, tieni ad avere stile, ami la tecnica e la velocità.
Oggi guidi uno spider giapponese o britannico, o un coupè Bmw o Opel o Ford, magari ti sei rivolto al modello di nicchia Honda o Toyota o Mitsubishi, o forse hai qualche anno (e parecchi Euro) in più e ti sei fatto il Mercedes sportivo ....
Ora puoi considerare seriamente la gamma Alfa Romeo ...
Per molte tasche è disponibile Alfa Sprint, il coupè del futuro !
Oppure la nuova "Duetto", disegnato da Giugiaro, che rilancerà il fascino dello spider made in Italy.
Vuoi spendere ancora meno ?
Beh, c'è Fiat Barchetta che resterà in gamma ancora a lungo, venendo incontro ai più giovani, con i suoi motori al top della categoria.
Vuoi esagerare e rompere la noia delle solite tedescone grigio metalizzate ?
Alfa Sportiva Evo Integrale (390CV) uscirà il prossimo anno riprendendo le affascinanti linee del prototipo Brera.
Non vuoi aspettare?
Valuta allora l'opportunità di una scelta da vero intenditore:
Alfa 156 o 147 GTA da 250CV per 3.2 litri.
Vuoi (e puoi) strafare ?
E allora sparati alla grande una fantastica Maserati Coupè, e li mandi tutti a casa ; - )
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L’INVOLUZIONE DELL’ITALIANO MEDIO
10 ottobre 2002

Alfa 147 è un grande successo.
Si tratta di una vettura superiore a tutte le pari segm, lo riconoscono un po' tutti:
motorizzazioni, prestazioni, design, assetto, telaio, sterzo, cambio, sospensioni, dotazione di serie, capillarità dell'assistenza, prezzo.
Tuttavia, per l'eccezionale qualità espressa i volumi di vendita sono oggettivamente al di sotto di ciò che merita una vettura così ben riuscita.
Anche Fiat Stilo è un prodotto molto qualitativo.
Si tratta di una vettura dall'eccezionale rapporto qualità-prezzo, considerati i valori tecnologici che esprime.
Eppure, sorprende il fatto che Stilo, con queste caratteristiche, non stia travolgendo il mercato delle medie in Italia, limitandosi ad una onorevole leadership.
Negli altri Paesi produttori, vetture di qualità inferiore o quantomeno pari, dominano letteralemente il proprio segm:
penso a Golf e Astra in D, a Megane e 307 in F, a S40 in Swe, a Skoda Fabia in Cz ....
Vorrei analizzare le motivazioni che sono alla base di questo "mistero", anche riprendendo concetti espressi da amici del ng nel dibattito di agosto.
Qualcuno in questo ng ha parlato di "elettrodomesticizzazione" dell'utente medio italiano.
Imho, c'è molto di vero, se si intende con questa accezione qualcosa tipo "imborghesimento" e "standardizzazione".
Ma questa è una tendenza che sta caratterizzando quasi tutto il mondo occidentale in decadenza culturale .......
In Italia vi è un'aggravante.
Il ns Paese sta trasformandosi inesorabilmente in una società dove è sempre più diffusa la schizofrenia tra immagine e realtà.
Specie in alcune aree del ns Paese (quelle ad arricchimento più recente), la gente è convinta che guidare una VW o una Bmw o (incredibile a dirsi !!) una giapponese faccia molto "trendy" .........
Prevale l'illusione di affidarsi a prodotti solidi ed affidabili da parte di un pubblico sempre più pigro, sempre meno disposto ad approfondire.
Questo genere d'italiano, sempre più diffuso, ormai si affida al sentito-dire, al luogo comune, allo spot televisivo, e, per un atavico complesso di inferiorità di consolidate radici storico-culturali, finisce per assegnare il primato tecnologico a Paesi stranieri quali la Germania o il Giappone, spesso confondendo l'abilità a produrre high-tech con quella che serve a creare i valori dell'automobile.
L'italiano medio, comprando una vettura tedesca, sa che la sua personale opinione pubblica lo riterrà una persona "che si può permettere" la macchina tedesca (tedesca come la Mercedes o la Bmw, il top di "chi può", secondo l'iconoclastia più diffusa e banale) ....... una persona che è ormai ad un passo dall'essere "arrivato" , quindi rispettabile ed integrata nella propria comunità con un ruolo di leadership sociale.
E' la sindrome tipica delle società dove il culto dell'avere e dell'apparire finisce per prevalere su tutto e tutti.
L'auto diventa un mero strumento per soddisfare il proprio bisogno di status-symbol, anche ai livelli più bassi.
Gli elementi tecnici che danno la vera cifra qualititativa di un'automobile (che sono al top nella Alfa 147) o variabili quali il rapporto qualità-prezzo (che sono al top per molti modelli italiani come la Stilo) vengono considerati con fastidio .... comportano infatti un eccessivo sforzo mentale, è una roba considerata buona per i fissati o per gli sfigati.
Va detto che in molte regioni d'Italia (direi il centro-sud, con eccezione forse per la Puglia, la Toscana, l'Umbria, la Romagna, la Liguria, il Piemonte) queste tendenze sociali sono assai meno accentuate .............
Vorrei tentare di fornire una spiegazione logica anche a questo.
Nel centrosud, l' "essere italiani" è ancora un sentimento molto sentito, l'ambizione è quella di far parte con pieno rispetto della propria comunità nazionale (affrancandosi da altri poteri che ancora dominano larghi settori delle società del ns Meridione).
E' per questo che il meridionale guida
con orgoglio la sua Alfa 147, sa che questo marca un'identità legittima, ma che in troppi ancora gli negano.
In regioni come Toscana, Piemonte, Liguria, la ricchezza economica è stata storicamente accompagnata da una progressiva crescita civile e culturale .... sono aree di fortissima identità storica, oltretutto ancora in larga parte fondate su un economia di tipo tradizionale, tutta sostanza e niente apparenza ....
E' un'area dove i valori dell'essere, del lavoro, dell'etica della responsabilità, dell'impegno civico, dell'identità nazionale, trova ancora un riscontro diffuso.
E' per questo, che in queste aree la diffusione di Stilo ed Alfa 147 è abbastanza compatibile con le aspettative di mercato che generano modelli italiani così ben riusciti.
L'osservazione di questi fenomeni ci indicano con chiarezza che la tendenza al conformismo esterofilo ed al culto dell'apparire (i veri elementi che frenano le vendite di vetture eccellenti come Alfa 147, Stilo e tanti altri modelli italiani) non è diffuso in modo omogeneo a tutta Italia .
C'è una frammentazione dei comportamenti di massa dei consumatori nelle diverse realtà regionali che ci forniscono la chiave interpretativa corretta dei fenomeni in atto nel mercato dell'auto, un settore fortemente condizionato da fattori socio-psicologici e sostanzialmente extratecnici.
La presa di coscienza di queste devianze possono far crescere l'utente italiano.
Sono certo che gli italiani sono destinati a riaprire gli occhi.
La sbornia è finita ..... la ruvidezza del reale (la crisi epocale dei mercati) ci riporterà ai valori che contano, si comprenderà quanto sia importante dare importanza al valore del denaro, si tornerà a spendere pensando al concreto e a come evitare che il ns Paese perda valori industriali e lavoro.
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SPOT ED ESTEROFILIA
15 luglio 2002
Le case import stanno trattando l'Italia come un Paese abitato da gente idiota.
In verità, c'è sempre più gente che insegue il cosiddetto "brand-immage", l'ostentazione di uno status, che spesso è tristemente al di sotto delle apparenze.
Un Paese che , in molti comparti della ns società, associa una nuova ricchezza materiale, ad una mediocre armatura civica e culturale .... ventre molle di un mercato considerato terra di conquista da chi ha intuito che esiste un complesso di inferiorità che attribuisce a tutto ciò che è italiano una valenza di svilimento anziché di arricchimento.
Puntando su questo triste fattore sociologico-culturale, le case straniere cercano di assecondare cinicamente l'atavica matrice esteromane che caratterizza i desideri (non le esigenze reali) degli italiani ...
E allora ecco giungere puntuale lo sciocchezzaio pubblicitario tutto fatto di pronunce idiote fatte per suggestionare l' Alberto Sordi di turno, il "uotsamericanboi" che sogna di fare l' "americano a Roma".
Sigle tedesche vengono americanizzate in perfetto stile disc-jockey da network della Bassa ........
Già conoscevamo il Tdi VW-Skoda-Audi-Seat che diventa TiddiAAAAi, facendo ridere i polli.
Ora tocca a Mercedes, con il suo naftone Cdi, pubblicizzato dal solito speaker lobotomizzato che si riempie la bocca con un improbabile, quanto ridicolo, "SssiddiAAAAAi " .......
Da qualche tempo, ci si è messa pure la Ford, che durante i GP di F1 dove i suoi motori fanno puntualmente delle figure squallide, lusinga il popolo esterofilo con il suo altisonante:
"FUUUUUUOOOORD ...... TiddiSSIAAAAAIII SENSEISCION ........".
Una roba penosa, architettata da gente che pensa all'Italia come ad un Paese di rincoglioniti cronici .................
Tornare a guidare italiano può rappresentare una risposta molto seria da parte di chi non ne può più di farsi colonizzare ed umiliare in questo modo assurdo !
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AUTO BLU STRANIERE: VERGOGNA NAZIONALE !
20 giugno 2002

Un ente pubblico che compra vetture straniere (di qualità di certo non superiore) per la sua flotta spende DUE VOLTE i nostri soldi !
Tralasciando il danno all'immagine del settore produttivo italiano (che contribuisce ad aumentare il PIL e quindi le risorse pubbliche) .... un sacco di gente asseconda la propria inclinazione ad individuare un'alibi per la propria esterofilia, crogiolandosi con l'idea che "se lo fa il Primo Ministro o la Polizia, perché non posso farlo io .... ?"
Anche far circolare un bus pubblico Mercedes è un colpo per l'immagine del prodotto italiano, in un simile contesto.
Del resto, non ci stiamo inventando niente.
Io chiedo solo che l'Italia si comporti come i partner UE, che per i propri enti pubblici adottano ESCLUSIVAMENTE vetture nazionali ...
Ripeto il concetto.
Vedere i ns ministri o la ns polizia circolare con macchine tedesche o nippo-coreane è UN'ASSOLUTA VERGOGNA NAZIONALE, tanto più inaccettabile quanto maggiore è la crisi del comparto produttivo ed occupazionale italiano ...
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IRRESPONSABILITA’ ED ESTEROFILIA
1 giugno 2002

Spesso le macchine italiane vengono fatte oggetto di denigrazione gratuita e prevenuta, senza che, stranamente, si desti alcuna reazione stizzita da parte di nessuno o quasi.
Questo non va bene.
In modo certamente scomposto e sgrammaticato, quel post che invitava gli italiani a non comprare auto straniere ha avuto il pregio di evidenziare una presa di coscienza che lentamente sta crescendo in alcuni settori sociali del Paese.
La consapevolezza che gli italiani, con i loro stereotipi ed il loro atteggiamento tutto orientato all'esaltazione del culto dell'apparire e dell'immagine effimera, rischiano di danneggiare irreperabilmente l'industria italiana dell'automobile, con gravissimi contraccolpi per l'intera economia del ns Paese.
Il quadro a me appare chiarissimo:
1. la gamma italiana (e non solo Alfa Romeo) sta migliorando considerevolmente e, in termini di rapporto qualità-prezzo, le ns macchine hanno ormai pochissimi rivali ;
2. la gamma italiana è destinata a migliorare ulteriormente, con l'uscita di 20 splendidi nuovi modelli (Fiat-Alfa-Lancia-Maserati) in meno di 3 anni;
3. il mercato UE è inaccessibile o quasi per il ns prodotto, a causa di due elementi: A. la chiusura a riccio dei Paesi produttori, che comprano quasi esclusivamente auto di propria prodizione; B. la tendenza degli altri Paesi ad acquistare vetture costruite da Paesi culturmalmente e linguisticamente affini;
4. la perifericità geopolitica del ns Paese non lascia alternative: le sorti del rilancio del Gruppo Costruttore Nazionale è in mano al mercato italiano;
5. essendo centrale l'elemento-redditività, serve un recupero di 5-6 punti % in Italia in 3-4 anni e la sostanziale conferma delle quote attuali nel resto d'UE (accompagnato oviamente da una sempre maggiore rilevanza nei Paesi emergenti);
6. una volta assicurata una gamma competitiva (che ormai è nelle cose) tale quota è recuperabile solo se il ns mercato viene scremato da turbative sociologiche, quali l'esterofilia e gli stereotipi anti-Fiat;
7. il fenomeno può essere mitigato con una intelligente azione di comunicazione, contrastando colpo su colpo le campagne denigratorie orchestrate dalla concorrenza e puntando su una presa di coscienza da parte dei settori più responsabili della società italiana circa l'importanza di valorizzare il patrimonio dell'auto italiana, lasciando che cresca un sentimento di difesa della identità italiana, oggi attaccata da voraci e spregiudicati speculatori stranieri.
Ognuno di noi sa che entro 2 o 3 anni dovrà cambiare la propria macchina o quella di qualche parente ...
Iniziamo ad identificare già da ora un modello italiano (sia tra quelle attualmente in produzione, sia tra quelli che stanno per essere lanciati come le nuove Fiat Small, Lancia Y, Alfa Sprint Coupè, Punto MPV o Fiat Large Compact Wagon ), che potrebbe essere preso in considerazione ...
Osserviamone le principali caratteristiche, l'evoluzione dei prezzi e delle dotazioni, senza pregiudizi e ragionando seriamente sul danno che generiamo (innanzitutto a noi stessi) ogni volta che diamo soldi all'estero per prodotti che sono di pari valore (e spesso anche superiore) rispetto a quelli che si creano nel ns Paese.
Impariamo ad apprezzare quanto sia bello per un italiano, guidare un'automobile italiana : - )
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IL MERCATO ITALIANO DELL’AUTO PER REGIONE
24 aprile 2002

Il dato dell'Italia nord-occidentale evidenzia quanto sia sciocco il luogo comune che assegna una diretta proporzionalità tra vendite di vetture estere e ricchezza della Regione.
Il dato della Val d'Aosta (la regione più ricca d'Italia) è lì a smentire una simile idiozia.
Nel mio ormai "famoso" post sull'esterofilia del nord-est, ho provato a spiegare che il fenomeno dell'esterofilia ha una concentrazione regionale ben individuata, per cause storico-sociologiche che prescindono del tutto da valutazioni di ordine tecnico e economico. .........
L'identità nazionale è forte laddove c'è un elevato senso civico:
in Valdaosta, Piemonte, Liguria, Sardegna , nelle regioni del Meridione la quota di vetture nazionali è elevata per la stessissima motivazione per cui è elevata la quota francese in F e la quota tedesca in D ...........
IDENTITA' NAZIONALE, etica della responsabilità, amore ed apprezzamento verso se stessi !
A fronte di una oggettiva parità qualitativa tra prodotti nazionali e stranieri, questi sono i motivi che spingono il prodotto nazionale laddove questi valori hanno ancora uno spessore significativo.
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C'è purtroppo una larga fetta del ns. Paese, che ha sacche evidentissime nel Nord-Est che, invece, ha ceduto di schianto.
E' un preoccupante fenomeno, che ha ricadute in molti settori, generato da una tendenza socio-economica che associa la disponibilità di ricchezza di recente acquisiszione alla subalternità ed inconsapevolezza culturale.
Il tipico fenomeno delle società fino agli anni '70 contadine e rurali, che improvvisamente subiscono una trasformazione di tipo microindustriale.
A Roma li chiamiamo, in modo forse un po' tranchant, "burini ripuliti" ........
Si tratta di una tipologia di italiano medio in via di notevole diffusione, essa è del tutto preda delle suggestioni mediatiche e del luogo comune più elementare ......
Essi hanno un estremo bisogno di sentirsi "accettati" dal mondo che loro ritengono "cosmopolita" e credono di fare ciò, ad es, guidando gli status symbol del popolo che loro provincialmente ammirano a dismisura: i tedeschi.
Perchè i tedeschi? Io ho provato a fornire una interpretazione che andava a scavare nelle influenze storiche di queste regioni.
Tale interpretazione mi è stata contestata. Ne prendo atto, nella consapevolezza dell'estrema raffinatezza dell'impostazione da me proposta.
Sulla cui attendibilità ancora scommetterei parecchi Euro ........
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Differente è il fenomeno di una certa esterofilia romana.
Anche nella mia città il cafone ripulito è in ascesa.
Ma si tratta spesso di gente che "insegue" modelli sociali per scimmiottare un ceto industriale che qui da noi non esiste.
Si tratta di pizzicagnoli che hanno aperto qualche negozio di supermercati, di dentisti ed avvocati con il pallino dell'elusione fiscale, di faccendieri politici di varia natura.
Costoro , ad una sostanziale irresponsabilità civile, associano un'esterofilia di natura anti-tedesca.
Al romano di modesta cultura , i tedeschi fanno ancora un pò paura .... la natura laboriosa del popolo tedesco è diametrlmente opposta a quella del rampantello pariolino, un po' furbetto e cialtrone ........
Ecco come si spiega la maggiore diffusione relativa di Opel (una tedesca a metà, quindi più rassicurante), Renault (una francese inoffensiva, che qui da noi fa molto "glamour") e, ultimamente, la elvetica Smart (un fenomeno che associerei all'effimero boom-Matiz, acquistata dalla moglie o dal figlio dell'arricchito con la logica del "ho bisogno della city-car, ma mai una Fiat").
Sono modelli che soddisfano il piglio anti-italiano di questa gente, senza che vengano intimoriti dai rigori psicologici che possono trasmettere una Golf o una Bmw.
Certamente, c'è anche il fenomeno tipico del centro-sud di una strisciante esterofilia da "vorrei ma non posso" (Opel, Ford, nippo-coreane .....), ma è qualcosa di fisiologico, che è sempre esistito in diversa misura anche all'estero (vi ho fatto l'esempio di Stoccarda, dove la ns Seicento è considerata "glamour").