“CARS” 

Lo spirito dell’auto italiana protagonista del film di Disney e Pixar

 

 

30 agosto 2006

 

 

Ci sono molti elementi che ci forniscono la misura del rango che ha assunto nel mondo l’automobile italiana.

 

Le vittorie sportive sulle piste di tutto il mondo, i riconoscimenti dei giornali economici alla capacità manageriale del Gruppo Fiat, gli investimenti del mondo della finanza sui titoli Fiat, le alleanze che le grandi multinazionali richiedono alla nostra Azienda per acquisirne know-how tecnologico e capacità manageriale, i trend di incremento a due cifre delle vendite di nostri prodotti sui mercati di mezza Europa, i premi a ripetizione assegnati alle nostre macchine dai giornalisti specializzati.

 

Un altro segnale importante in tal senso ci arriva in modo intelligente e del tutto originale dal mondo di Hollywood.

 

Nel delizioso nuovo cartoon di Walt Disney e della Pixar ambientato in un favoloso mondo popolato solamente da vetture animate, lo spirito e la simpatia dell’auto italiana vengono rappresentati in modo davvero carino e significativo.

 

Il personaggio più caratterizzato del film è certamente quello di Luigi, il gommista della “Casa del Tyres” dell’amena contea di Carburator Springs ………….. una Fiat 500 animata, che parla in stretto accento emiliano, che si caratterizza nella piccola comunità yankee per la sua generosità e bravura tecnica, oltre che per il suo tifo esclusivo per la Ferrari.

 

Grandiose le sue battute al cospetto del campionissimo americano Saetta Mc Queen ………. “ah, beh, io seguo solo la Ferrari!” e il favoloso “Ah, beh … no!” quando Saetta gli chiede speranzoso: “ora assomiglio un po’ ad una Ferrari ?” ……….

 

Bellissimo anche quando viene rappresentato con il suo bandierone italiano e ferrarista in occasione di una corsetta locale (senza nessuna Ferrari in pista, ovviamente …..).

 

 

Nonostante un buona rappresentazione anche di qualche nostro concorrente tedesco (una nota sportiva di Stoccarda nella parte della bellona sentimentale del villaggio ed uno storico pullmino di Wolsburg nella parte di un nostalgico pacifista ……. ), chi fa la parte di maggiore prestigio è proprio la nostra Ferrari.

 

Citata qui e là come il mito a cui assomigliare, alla fine del film appare un’animazione di una splendida 360 Modena (scortata da due fiammanti Maserati animate) che si reca a cambiare le gomme proprio dal nostro bravo Luigi (la 500), il quale naturalmente gli sviene davanti per l’emozione.

 

A prestare la voce di questa Ferrari, grande comparsa finale del film, è nientemeno che il nostro Michael Schumacher in persona …………. che nella versione originale parla in inglese, mentre nella versione italiana si esibisce proprio in quella lingua italiana che i soliti imbecilli gli rimprovano di non conoscere.

 

Una meravigliosa prova da parte di Schumi di attaccamento alla nostra Casa automobilistica e alla nostra Scuderia.

 

Il film è bellissimo e denso di significati e di valori.

 

Dal vecchio campione che ritrova se stesso dopo anni di rimpianti, al giovane campione che conosce l’umanità dopo essere cresciuto nel mito dei soldi e del successo, dalla negazione del riconoscimento per il vincente scorretto, all’affermazione finale del povero e di talento, fino a sfiorare questioni importanti come il rapporto tra vita urbana e mobilità ………. senza dimenticare i valori dell’amicizia, dell’amore e del sentimento …….

 

Finale indimenticabile, con la Jeep che ha fatto la guerra che si mette ad addestrare senza pietà i moderni SUV, che non ne vogliono sapere di sporcarsi le ruote sullo sterrato ………….