FIAT MULTIPLA “IBRIDA”
(Prototipo)
13 dicembre 2001

Torino ha sempre quast'aria un pò austera e discreta, anche nelle giornate che provano invano a trasmettere un pò di solarità.
Mentre mi lasciavo alle spalle l'inquietante imponenza del Centro Congressi del Lingotto, restavo assorto al pensiero del mio contrastato rapporto con questa città.
La riunione che avevo appena concluso con alcuni amministratori pubblici già era archiviata nei meandri più distanti della mia mente.
Improvvisamente, sul lato sinistro dell'ampio piazzale, proprio a ridosso della sede di Fiat SpA,
scorgo un gran movimento attorno ad alcune vetture.
Sono vetture create in questa città, decorate elegantemente ed in modo discretamente attraente:
Seicento e Multipla parcheggiate ordinatamente ...
Chiudendomi il giaccone Murphy&Eye, troppo "romano" e troppo "marinaro" per difendermi dal freddo pungente delle Alpi occidentali, mi avvicino ...
Le vetture sono esposte dietro alcuni plexiglass che illustrano le caratteristiche di ciascun esemplare: Seicento e Multipla elettrica, Seicento a trazione Fuel Cell, Multipla a trazione ibrida (elettrico+benzina o elettrico+metano) , ecc.
Si tratta di una bella iniziativa del ns. Costruttore per far provare ai torinesi questi modelli ad elevata innovazione tecnologica.
Mi fermo ad osservare, ammirato.
Dopo un quarto d'ora, si libera una Multipla Ibrida bianca con decorazioni nere e rosso bordeaux sulla fiancata.
Era una versione elettrica+benzina ...
Un collaudatore, gentilissimo, mi consente di provarla assieme a lui.
Lascio il giaccone ad una hostess dal timido fascino antonelliano ...
Immediatamente, la bella sensazione di luce e dominio che provo ogni volta che salgo sulla Multipla.
Ma subito mi accorgo che la strumentazione è rivoluzionata!
Il collaudatore, seduto accanto, mi spiega cosa devo fare: niente frizione, solo piede dx, la macchina fa tutto da sola, l'importante è muovere, prima di partire, uno switch sul cruscotto, programmando la funzione prescelta.
Scelgo elettrico fino a 40 Km/h e benzina oltre.
Lo sguardo va alla ricerca dell'indicatore di carica delle batterie al cadmio: l'energia è abbastanza, posso partire tranquillo.
Mi immetto su via Nizza, cercando di guidare morbido per non sprecare energia (l'autonomia è di 100 Km, ed io ho sempre avuto diffidenza per la trazione elettrica), ma poi capirò che su questa Multipla non c'è da temere di restare senza energia.
L'effetto filobus è stranissimo, ma in accelerazione la Multipla risponde assai bene.
Appena esco dalla congestione, imbocco il sottopasso .... improvvisamente mi piglia un colpo .... sento il motorino di avviamento che parte, come se fossimo fermi ...
siamo a 40 all'ora e il propulsore termico si avvia, pur perfettamente insonorizzata, la Multipla finalmente fa sentire la voce del suo Torque 16V, anche se il cambio elettrico non consente volteggi di alcun tipo.
Il collaudatore mi spiega che parte dell'energia del motore termico, quando è in funzione, va a ricaricare le batterie.
Ciò spiega le prestazioni inferiori , oltre naturalmente al maggior peso del corpo vettura.
Al semaforo, torna il brusio un po' algido del motore elettrico .... senza che io abbia toccato assolutamente nulla ....
Ad un certo punto, il collaudatore mi invita a switchare sulla modalità "gen" , che sta per generatore .... si sente ora un rumore tipo tram; le batterie si stanno ricaricando automaticamente, anche restando fermi.
Insomma, una bella dimostrazione di come si può utilizzare intelligentemente e senza problemi di autonomia un motore elettrico ...
Sono già sul piazzale del Lingotto, dopo un cordiale ringraziamento all'appassionato collaudatore Fiat e senza dimenticare di fare l'occhiolino alla hostess dal fascino antonelliano, mi reimmergo tra le rigidità perpetue dell'inverno torinese.
Mentre mi accomodo sul duro sedile posteriore di un taxi Mercedes A-Klasse, con uno sportello che fa decisamente troppo rumore, ripenso alla formidabile capacità dei ns. tecnici di fare miracoli di tecnologia, di come nel ns. Paese ci sia già chi ci consente di vivere il futuro.
Lasciandosi guidare dalla passione ...