CITROEN C3 1.6 16v

 

15 giugno 2002

 

 

 

Ero sorpreso di me stesso.

 

Mi trovavo ai box del circuito di Misano, circondato da un mucchio di ragazzi appassionati di automobili e di pilotaggio, al fianco di svariati esemplari di Citroen C3, Saxo, Xsara e C5.

 

Non mi aspettavo proprio che mi avrebbero preselezionato per la 12 Ore della rivista "Auto", quest'anno riservata alle sole Citroen C3.

 

Ero arrivato a Misano con l'entusiasmo della mia prima volta su un circuito vero, al fianco di piloti veri ed esperti (Alex Caffi, ad es), per una selezione di qualificazione, ma con il rammarico di sapere già da subito che non avrei potuto correre la 12 ore delle C3 di martedì, a causa di un improrogabile viaggio di lavoro a Parigi.

 

L'avevo presa con filosofia, come una giornata di scuola di guida sportiva del tutto gratuita.

 

L'organizzazione PSA Italia è stata di buon livello (albergo a 4 stelle con vista mare, ottima cucina, buona organizzazione delle selezioni al fianco di istruttori qualificatissimi).

 

C'è un bel sole ed una bella atmosfera elettrica.

 

Certo, per me sarebbe stata tutt'altra emozione se in pista fossero a disposizione, chessò, Alfa 147 o 156, oppure Stilo o Punto Abarth.

 

Anche perché avrei potuto cimentarmi con vetture che già conoscevo a perfezione.

 

Ma mi sono accontentato, crecando subito di comprendere la filosofia di queste vetture, certo poco adatte alla pista e cmq assai distanti dalle mie abitudini di guida.

 

La qualificazione è consistita in 4 stint di varia natura (esercizi, crono, test per guida endurance, ecc.) a bordo di C5  2.0 Hdi, Xsara 2.0 16V, Saxo 1.6 VTS ed infine la nuova C3 nella versione 1.6 110CV.

 

C5 Hdi: motore molto fiacco, pessima stabilità

Xsara 2.0: prestazioni al di sotto delle aspettative per un 136CV

Saxo 1.6: nervosa e divertente

 

Ora veniamo alla nuova C3

 

La linea è indovinata, ma imho la presenza esclusiva della versione a 5 p è un limite.

 

La versione da me provata è quella top e superaccessoriata.

 

L'inizio è negativo: la leva per sistemare in altezza il sedile mi rimane in mano .... sconcerto ....

 

Poi, però, la francesina mi diventa subito simpatica.

 

Il cambio è molto preciso e morbido e l'assetto è molto migliore delle altre Citroen provate, nonostante il baricentro più elevato.

 

Gli innesti in curva sono piacevoli e precisi e riesco subito a trovare il feeling giusto, tanto che a fine prova, il mio istruttore mi fa i complimenti ...

 

La strumentazione digitale è pessima per la guida in pista e la ignoro, nonostante la silenziosità del motore, riesco a sentire bene la macchina, indovinando i tempi delle cambiate.

 

I rapporti del cambio sono ideali per un piccolo 1.6 (anche se io ho usato solo 3, 4 e la quinta solo nel rettilineo opposto ai box), la trazione c'è, così come la frenata (eccellente) ed anche in ripresa ci si riesce a togliere qualche soddisfazione.

 

Il sottosterzo è assai inferiore alle aspettative ed anche il rollio è facilmente controllabile.

 

Certo, bisognerebbe provare una versione 1.1 o 1.4, IMHO dotati di cavalleria assai scarsa (60 e 73 CV), ma va detto che la macchina è particolarmente leggera.

 

Gli allestimenti sembrano indovinati, l'abitabilità è buona, ma gli assemblaggi e le tappezzerie mi sono sembrati di secondo livello (ma io non sono un buon giudice in questo, attribuendo a questi dettagli un'importanza minima).

 

Giudizio finale:

C3 è una buona vettura, originale, spaziosa, sicura, divertente, tecnicamente una spanna sotto la Yaris e la nostra Punto, sicuramente superiore a tutte le tedesche di pari segmento.

 

Invece per la mia prestazione in pista il giudizio finale è:

"molto veloce, ma guida troppo stressante per gomme e cambio".

 

Rientro a Roma in 2 ore e mezza con la mia Alfa 147 rossa, che già mi mancava come l'aria ...

 

La sgambata con queste francesi mi è piaciuta:

per la prima volta ho corso su una pista vera, ho imparato un sacco di cose da istruttori seri e severi, sono stato escluso per un pelo da una gara endurance che non avrei potuto disputare, evitando di avere un rimpianto  per tutta la vita.