BMW Z3
4 dicembre 2001

Argentario, radioso pomeriggio invernale.
Appuntamento davanti a Cala Galera per un aperitivo con un amico, con cui ho condiviso alcune belle giornate estive in barca assieme alle nostre ragazze.
Lui si presenta con il suo Z3 Roadstear 1.9 dark green metallizzato appena acquistato d'importazione (proveniente da un jeeppone nipponico).
Ovviamente ha la capotte (nera) chiusa.
La sua donna, pur non essendo una modella, mi è sempre piaciuta, e stavolta è proprio in tiro, con tanto di minigonna che ne esaltano le gambe, un po' pienotte, ma molto sexy.
Me la "godo", osservandola durante le complesse operazioni di discesa dal sedile del passeggero, inevitabilmente scomodo, della spider teutonica.
Il mio amico mi consegna subito le chiavi, vuole un mio parere, riconoscendomi la medesima competenza nel settore dell'auto che io riconosco a lui nel settore nautico.
So già di avere a che fare con un propulsore mediocre, che eroga appena 118 CV, mi soffermo quindi ad analizzare gli interni prima di girare la chiave di avviamento.
Tutto è suggestivo e perfettamente assemblato, anche se, in verità, mi sarei aspettato un cruscotto dal design più sportivo ed originale.
Il ponte dell'albero motore compromette la già scarsissima abitabilità, nonostante sia addobbato con alcuni sfiziosi vani, utili per esibire l'occhiale a specchio da 600.000 lire o il palmare argentato all'ultimo grido, come ha ovviamente fatto il mio amico (a cui voglio molto bene, sia chiaro), che è maestro in queste "finezze" ...
Mi sistemo per bene nel sedile in pelle nera sufficientemente avvolgente e sportiveggiante.
Parto.
Mi dirigo verso l'Aurelia con cautela, temendo le reazioni scomposte di una traz. px così lunga e stretta .
Vivo subito positivamente la sensazione di guidare con tutto il muso in vista dal parabrezza .... sensazioni di alta classe, che mi riporta a tempi in cui lo stile era un valore importante.
Ma, appena forzo un po', mi rendo conto di alcune cose quantomeno imbarazzanti per una vettura da quasi 60 testoni:
1. il rendimento del propulsore è pessimo, per arrivare a velocità decenti devo raggiungere i 6.500 giri, con un suono poco esaltante e molto da "vetturetta" adolescenziale, tipo Opel Tigra o Ford Puma;
2. accelerazione, trazione e ripresa sono largamente sotto le mie più pessimistiche aspettative, di molto peggiori rispetto alla ben più pepata Barchetta 1.8, provata un paio dia anni fa ... i 1.400 Kg si fanno sentire e la rendono pachidermica in tutto;
3. la stabilità è l'aspetto più inquietante, la macchina scoda paurosamente appena la sterzata assume un raggio inferiore a quella di una curva da autostrada.
Forse anche per la mia abitudine a guidare (spinto) a trazione anteriore, ho avuto una sensazione di insicurezza e instabilità per l'intero test.
Deluso, provo a fare qualche gimcana dentro un piazzale di una stazione di servizio chiusa, dove c'era anche una parte di asfalto umido.
Niente da fare ... la pur affascinante bavarese ha iniziato ad intraversarsi e ad imbarcarsi, riuscendo davvero difficile da tenere in strada.
Il controsterzo era inutile, accusando un sorprendente (per una T.P.) sottosterzo che mi trasmetteva la sensazione di una vettura mal bilanciata, con un peso eccessivamente spostato verso il posteriore.
Con il Duetto che ho guidato per 8 lunghi anni tutto questo era impensabile.
Al ritorno mi diverto un po' a sgommicchiare, ma già mi mancava come l'ossigeno il piglio da vera sportiva della mia Alfa 147.
Frenatona finale davanti al mio amico, un po' preoccupato per la lunga attesa.
"Che t'hanno beccato con l'autovelox ?" , mi urla ...
Io scendo, gli restituisco le chiavi e, facendo l'occhiolino alla sua ragazza, gli dico, asciutto:
".... bella macchina .... complimenti ... "